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    Draghi: economia insabbiata

    Posted on martedì 31 maggio 2011

    L’Italia un Paese con un’economia insabbiata ma non sulla via di un declino ineluttabile e per questo deve concentrare gli sforzi per tornare alla crescita. La ripresa dipende dalle istituzioni, dalla fiducia dei cittadini verso di esse, dalla condivisione di valori e speranze. questo il forte messaggio di Mario Draghi, presidente designato della Bce, alla sua ultima relazione da governatore della Banca d’Italia.
    Ci che pu unire pi forte di ci che divide l’esortazione del banchiere centrale che in chiusura delle Considerazioni finali lamenta di sentirsi un p come il suo ben pi illustre predecessore Luigi Einaudi. A distanza di 5 anni, quando si guarda a quanto poco di tutto ci si sia tradotto in realt – dice riferendosi alle riforme – viene in mente l’inutilit delle prediche. Quale Paese lasceremo ai nostri figli? si chiede Draghi. Occorre sconfiggere gli intrecci di interessi corporativi che in pi modi opprimono il Paese. questa una condizione essenziale per unire solidariet e merito, equit e concorrenza, per assicurare una prospettiva di crescita al Paese. La crescita di un’economia -spiega il governatore – non scaturisce solo da fattori economici. Dipende dalle istituzioni, dalla fiducia dei cittadini verso di esse, dalla condivisione di valori e di speranze. Gli stessi fattori – ha aggiunto – determinano il progresso di un paese. Appropriati sono l’obiettivo di pareggio del bilancio nel 2014 e l’intenzione di anticipare a giugno la definizione della manovra correttiva per il 2013-14 – dice ancora il governatore nelle considerazioni finali – grazie alle riforme previdenziali avviate dalla met degli anni Novanta, a un sistema bancario che non ha richiesto salvataggi, a una prudente gestione della spesa durante la crisi, lo sforzo che ci richiesto minore che in molti altri paesi avanzati. Una manovra tempestiva, strutturale, credibile agli occhi degli investitori internazionali, potrebbe sostanzialmente limitare gli effetti negativi sul quadro macroeconomico. Non si possono ridurre gli investimento o aumentare le entrate. Va ridotta allora la spesa che serve alla gestione pubblica di oltre il 5 per cento in termini reali nel triennio 2012-14, tornando, in rapporto al Pil, sul livello dell’inizio dello scorso decennio. Attenzione per: non consigliabile procedere a tagli uniformi in tutte le voci perch penalizzerebbe le amministrazioni virtuose e inciderebbe sulla gi debole ripresa dell’economia, fino a sottrarle circa due punti di Pil in 3 anni. Serve invece un’accorta articolazione della manovra, basata su un esame di fondo del bilancio degli enti pubblici, voce per voce, commisurando gli stanziamenti agli obiettivi di oggi, indipendentemente dalla spesa del passato. quello che i tecnici chiamano spending rewiev.

    Occorre coraggio sulle riforme. Occorre proseguire nella riforma del nostro sistema di istruzione, gi in parte avviata, con l’obiettivo di innalzare i livelli di apprendimento, che sono tra i pi bassi nel mondo occidentale anche a parit di spesa per studente. Secondo valutazioni dell’Ocse, il distacco del sistema educativo italiano dalle migliori pratiche mondiali potrebbe implicare a lungo andare un minor tasso di crescita del pil fino a un punto percentuale. I ritardi della giustizia civile, tema che va affrontato alla radice, fanno perdere al paese fino a un punto di Pil all’anno.

    La riduzione del peso fiscale sulle imprese e il lavoro un passaggio fondamentale per favorire la ripresa. Andrebbero ridotte in misura significativa le aliquote, elevate, sui redditi dei lavoratori e delle imprese, compensando il minor gettito con ulteriori recuperi di evasione fiscale, in aggiunta a quelli, veramente apprezzabili, che l’amministrazione fiscale ha recentemente conseguito, sostiene Draghi. Per incentivare il ricorso al capitale di rischio – aggiunge Draghi – andrebbe ridotto, nel quadro di una complessiva ricomposizione del bilancio pubblico, il carico fiscale sulla parte dei profitti ascrivibile alla remunerazione del capitale proprio.

    MpL Comunicazione @ 13:55
    Filed under: News MpL

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