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    Disoccupazione record

    Posted on giovedì 28 ottobre 2010

    Di cosa parla la politica in Italia? Di Fini e delle sue prossime mosse tattiche, dei ribaltoni  alla Casini e di  assurdi governi tecnici. E di cosa parlano i giornali? Di Fini, poi ancora Fini,  di casa Tulliani a Montecarlo e delle avventure galanti, più o meno vere, più o meno inventate, di Berlusconi.  Intanto i problemi veri si mangiano l’Italia: la disoccupazione è a livelli record, i ricchi mandano i figli a studiare e lavorare all’estero, in Italia le imprese non vengono perché la produttività è troppo bassa per problemi noti ed arcinoti: infrastrutture obsolete, formazione inadeguata, pubblica amministrazione elefantiaca e totalmente inefficiente.  Per rilanciare i consumi e quindi la crescita «la condizione del mercato del lavoro è il tema centrale». A dirlo (ma chi ascolta?)  nel suo intervento alla Giornata mondiale del risparmio, è il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, che torna sul tema del vero livello degli occupati: «si calcola per l’Italia un tasso di sottoutilizzo superiore all’11% delle persone potenzialmente occupabili – dice il governatore conteggiando anche la Cig e i lavoratori scoraggiati – come in Francia , più che nel Regno Unito e in Germania».

    Tremonti conferma: «Nella espressione che è stata fatta oggi» sul tasso di disoccupazione «c’è assoluta condivisione con il governatore Draghi». In Italia però, dice Tremonti «esistono 400.000 posti di lavoro che non vengono accettati».  Tannti rispondono «no, grazie» a lavori come «l’infermiere, il meccanico, il sarto, il fornaio,  l’apprendista».

    Tra il secondo trimestre del 2008 e il quarto del 2009 il numero di occupati – ha detto Draghi – si è ridotto in Italia di 560.000 persone, in gran parte appartenenti a quell’area che include i contratti di lavoro a tempo determinato e parziale e il lavoro autonomo con caratteristiche di lavoro dipendente occulto; nel primo semestre dell’anno in corso si è registrata una debole ripresa, con 40.000 occupati in più. «Come in altri paesi europei- prosegue il governatore di Bankitalia – le conseguenze della recessione sono state attenuate dall’ampio ricorso a strumenti di riduzione degli orari di lavoro. Da settembre 2008 ad agosto 2010 sono state complessivamente autorizzate oltre 1.800.000 ore di Cassa integrazione guadagni (Cig), che equivalgono al lavoro di circa mezzo milione di occupati dipendenti a tempo pieno ogni anno; sin dalle prime fasi della crisi il governo ha esteso la platea dei potenziali beneficiari. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto l’8,5 per cento delle forze di lavoro, fra le quali sono inclusi anche i lavoratori in nero».



    MpL Comunicazione @ 18:14
    Filed under: News MpL

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