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    Dini vota contro

    Posted on domenica 30 settembre 2007

    Lamberto Dini ed il suo gruppo non voteranno la Finanziaria 2008. La rottura è sul protocollo Welfare. "Il rinvio – ha detto il leader del partito Liberal democratico – prelude a un quadro poco chiaro. Se significa mettere da parte il pacchetto welfare, vorrà dire che ci sarà il nostro voto contrario e l’annullamento della maggioranza".  Voto contrario annunciato per opposti motivi pure da due senatori della sinistra comunista: la Finanziaria, a loro dire, sarebbe troppo generosa con le imprese e non rappresenterebbe la svolta sociale richiesta.
    E di un "errore" parla pure il socialista Enrico Boselli a proposito del rinvio, dovuto "al ricatto di una parte contro l’altra". In ogni caso, Boselli voterà con la maggioranza a sostegno del Governo.
    Nel pomeriggio la sinistra (ed anche Bertinotti) sono tornati a chiedere modifiche al protocollo.
    "Quella del welfare – ha detto Bertinotti – è una partita aperta. Penso che, come si è fatto con la Finanziaria, si possa lavorare a una soluzione che accontenti tutti, soprattutto lavoratori e pensionati". Al suo ex leader si è subito accodato il ministro Paolo Ferrero. "Io penso – ha detto il titolare della Solidarietà sociale – che il miglioramento delle misure sulla precarietà e sulle pensioni rimane assolutamente come obiettivo: c’è un primo passaggio al governo e un secondo al Parlamento e nel corso di questo iter bisogna arrivare ad una modifica e a un miglioramento".  Ma gli risponde la collega Emma Bonino: "Parole stupefacenti e irricevibili. Il protocollo del Welfare è e deve essere parte integrante di questa legge finanziaria e non può e non deve essere toccato", ha detto il ministro delle Politiche Comunitarie. Per l’esponente radicale, "non vi sono margini per compensazioni politiche o correzioni, integrazioni o chiarimenti. Il protocollo del Welfare contiene chiare indicazioni – e costi evidenti in termini di bilancio dello Stato – che dovranno essere trasposte in altrettanto univoci testi legislativi. Pensioni e mercato del lavoro vanno insieme perchè risanamento, crescita e equità vanno insieme. Il 12 ottobre, dunque, è il giorno che definirà la qualità complessiva della manovra".
    Ma Prodi in serata è intervenuto sulla questione, azzittendo Bertinotti ed assicurando che l’accordo sul welfare non sarà modificato nel senso richiesto dalla sinistra. E se non sarà modificato, perché l’argomento non è stato allora compreso nella Finanziaria e si è preferito rinviare la materia? Il rinvio, ovviamente, fa pensare all’intenzione di modificare l’accordo già sottoscritto. La confusione è massima. Continua il Vietnam di Prodi.
    MpL Comunicazione @ 22:40
    Filed under: News MpL

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