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    Dieci anni

    Posted on lunedì 11 aprile 2011

    Il commissario ha affermato che per la ricostruzione dell’Aquila ci vorranno almeno di 10 anni. Quali criteri oggettivi hanno determinato tale affermazione? Ritengo che gli esperti del commissario abbiano valutato che i tempi tecnici non possano essere compressi sotto tale soglia, forse sulla base di analoghe esperienze nazionali.

    Nonostante questa ragionevole previsione, mi piacerebbe conoscere quali siano stati i ragionamenti che hanno portato a determinare proprio in dieci anni la durata minima della ricostruzione e non invece in quindici o in cinque.

    In una costruzione normale la durata dei lavori, oltre ai tempi tecnici minimi, li decide il proprietario. L’impresa si adegua. Qui sembra invece che i tempi della ricostruzione non dipendano da chi la sta organizzando.

    Non dimentichiamo che se c’è la volontà politica e capacità operativa, si possono realizzare opere in tempi inimmaginabili.

    Ci siamo già dimenticati di cosa é stato fatto, tra lo scetticismo generale, in otto mesi per i villaggi C.A.S.E.?

    Supponiamo ora che la volontà  politica del Commissario sia ferma nel voler ricostruire tutto in 5 – 6 anni e non in 10.

    Tutto sommato sarebbe facile: basterebbe individuare le cause dei ritardi e rimuoverle.

    Se sono dovute alla complessità dei procedimenti autorizzativi basterebbe cambiarli e snellirli.

    Se fossero i tempi delle progettazioni basterebbe emanare disposizioni che consentano ai progettisti di progettare sulla base di brogliacci per gli interni ed esecutivi limitati alle sole facciate esterne (magari su rendering).

    Se i ritardi fossero addebitabili alla necessità di effettuare rigorosi controlli sui contributi basterebbe determinare un criterio meno preciso per la loro determinazione: ad esempio un tot a metro quadro. Si andrebbe a discapito dell’equità, ma si accelererebbero di molto i tempi della ricostruzione.

    L’approvazione dei progetti di sistemazione delle facciate potrebbe essere effettuata in tempo reale direttamente sul posto ad opera di una commissione di esperti che deciderebbe seduta stante sulla realtà e non sui progetti.

    Se fosse la logistica o gli ingombri delle gru, basterebbe una corretta pianificazione accentrata, basterebbe sfasare i lavori di qualche mese per i casi “impossibili “o riconoscere un’indennità di disagio alle imprese. Siamo nel 2011 tutto il traffico veicolare potrebbe essere monitorizzato all’istante!

    Se invece le lungaggini fossero da addebitare alla lentezza dei lavori si potrebbe consentire alle imprese di lavorare su due turni quando il tempo lo consente, senza gravarle di oneri aggiuntivi facendo una leggina speciale per l’Aquila.

    I contenziosi in corso d’opera? Niente di più semplice che imporre una struttura arbitrale che li dirimesse seduta stante, si potrebbe ….

    Quali altre motivazioni ci possono essere per giustificare i tempi del commissario? Non so e non credo che ci siano motivi occulti per fare durare la ricostruzione tanto tempo. O si?

    Allora? Perché “almeno 10 anni”?

    Giampaolo Ceci

    MpL Comunicazione @ 21:02
    Filed under: News MpL

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