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    Di Stefano: tutti a casa

    Posted on mercoledì 28 gennaio 2009

    Il sen.Fabrizio Di Stefano è stato chiaro: i manager delle Asl sono corresponsabili del disastro dei conti della Sanità- ha detto il coordinatore del PDL – e quindi si dimettano prima di essere dimessi.  Ma  manager non ci pensano nemmeno.  Si faranno  magari cacciare, ma in cambio di un bel po’ di soldi. Aspettano le mosse, si coprono politicamente ed hanno  nuovi sponsor  soprattutto in  Forza Italia.

    Ma Alleanza Nazionale non molla: manager e presidenti delle società e direttori generali e consiglieri, tutti a casa.  Si tratta di un centinaio di postazioni  governo determinanti per il buon andamento dell’amministrazione regionale.  La partita è appena iniziata, e già ieri in Consiglio regionale si registravano posizioni diverse: morbide da parte di Forza Italia, più decise ed orientate al rinnovamento quelle di An.  Il Pdl in un vertice ha passato in rassegna i primi nomi e le scadenze del calendario: la prima da affrontare è quella di Pescara perchè il manager Balestrino si è dimesso.  E per gli altri cinque manager  il tutti a casa scocca ad aprile, il mese-verifica per i manager nominati da Del Turco.

    Una partita tutta da giocare anche perchè incastrata in un complesso risico con le presidenze delle società regionali e degli eni strumentali.  An li vorrebbe fuori-tutti-e-subito e Forza Italia invece ha già aperto le proprie porte a un paio di manager minori.   Un gioco in cui L’Aquila cerca un risarcimento per l’assenza di assessori nella nuova giunta. 

    Ma inogni caso occorre un forte rinnovamento: «I manager sono responsabili quanto e più della classe politica del fallimento della sanità in Abruzzo – dice lapidario Fabrizio Di Stefano – per questo dovranno andarsene. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: dal 2005 al 2008 la spesa è aumentata mentre l’offerta di servizi è diminuita notevolmente, la mobilità passiva rispetto al 2005 ha superato quella attiva e questo è il dato che preoccupa maggiormente e che tradisce lo scadimento dei servizi offerti». Via tutti, bisogna soltanto trovare la strada giusta.  «La cosa migliore sarebbe che si dimettessero e usassero la stessa sensibilità dimostrata da Balestrino», auspica Di Stefano, ma sappiamo già che così non sarà. «Non basta tagliare i costi – prosegue Di Stefano – se poi i servizi sono scadenti il giudizio sull’operato dei manager non potrà mai essere positivo».

    La verifica di aprile sarà quindi determinante, sul tavolo ci saranno le cifre di bilancio ma anche gli aspetti tecnici. «Un dato è incontrovertibile: nel 2005 la mobilità nel campo della sanità era attiva mentre adesso sono molti di più i pazienti che vanno fuori regione a curarsi – aggiunge Di Stefano – I manager saranno tutti sostituiti, anche perchè non possiamo tollerare che continuino ad assegnare incarichi, a fare concorsi per personale amministrativo e a far gemmare altri primariati: non avvertiamo per niente il bisogno di una terza e di una quarta neurochirurgia a Lanciano e all’Aquila, non servono e costano milioni di euro. Per questo li manderemo tutti a casa».

    MpL Comunicazione @ 10:30
    Filed under: News MpL

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