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    Dezio&veleni

    Posted on sabato 28 giugno 2008

    Intervistato dal giornalista de Il Centro Enrico Nardecchia, l’ex dirigente del Comune di Pescara Guido Dezio, rappresentato come strettissimo collaboratore del sindaco Luciano D’Alfonso, anzi visto come il suo …

    “braccio destro”, ha detto di essere sereno e di essere certo di dimostrare di “non aver fatto niente”, malgrado i 42 giorni di arresti domiciliari e il continuo tam tam che arriva da chi sta ancora portando avanti le indagini. Ovviamente, da garatisti senza ma e senza se, come ci siamo sempre dichiarati, gli auguriamo che riesca davvero a dimostrare di aver agito nel rispetto della legge e dei cittadini. Resterà però tutta la sua vicenda come dimostrazione della estrema fragilità, ormai, del sistema che regge la pubblica amministrazione. Un ordine di cattura non nasce dal niente, e Dezio questo dovrebbe saperlo bene. Cosa vuol dire allora? Che i suoi comportamenti che l’hanno portato agli arresti non sono derivati da sue colpe, ma da quelle di altri? Oppure che ritiene legittimo operare per avere contributi alla causa politica che rappresentava e quindi contesta l’esistenza stessa del reato? Dezio ha detto, ovviamente, che non vuole parlare della inchiesta che lo sta riguardando, ma quando afferma di essere “tranquillo e certo di poter dimostrare, quando sarà il momento, la mia estraneità ai fatti che mi sono stati addebitati”, fa nascere nuovi sospetti e nuovi veleni su tutta la questione pescarese. Infatti non dice che i fatti sono incosistenti, ma che lui è estraneo. E questo atteggiamento apre certamente nuovi fronti, che poi sono quelli alla fine maggioramente preoccupanti per una parte della politica pescarese. Ciò che non va bene è il perdurare di una atmosfera di sospetto che produce solo veleno, in attesa che si concludano le inchieste. Un veleno che comunque fa male alle istituzioni e dal quale bisognerebbe fare di tutto per difendersi. Come? Intanto evitando stillicidio di notizie destinate non a portare fatti, ma illazioni e altri sospetti, e poi invitando i magistrati a far presto a tirare le conclusioni. E’ troppo importante per la società civile abruzzese che si sappia se Dezio davvero “non ha fatto niente” e se c’è chi invece ha fatto qualcosa di illegale, per uscire uscire finalmente dalla pericolosissima atmosfera che si respira.

    Gino Di Tizio

    MpL Comunicazione @ 11:33
    Filed under: News MpL

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