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    Denuncia

    Posted on mercoledì 21 novembre 2007

    Denuncia alla Procura della Repubblica contro il presidente della Regione, l’assessore alla Sanità e contro chiunque si sia reso colpevole di omissioni o di non osservanza dei propri doveri: questa la clamorosa svolta di una vicenda di cui ci siamo già occupati e che riguarda una donna che da venti anni vive in stato di coma vegetativo a causa di un errore compiuto dai medici che l’avevano operata nella Asl di Teramo.

    Una odissea per la donna vittima dell’errore, Maria Carrozza, ma anche per la sua famiglia, il marito Umberto Bucci, i figli Stefano, Antonello e Samantha costretti ad assistere, impotenti, la loro congiunta.

    Perché la svolta della denuncia? Perché la famiglia Bucci, così gravemente colpita, malgrado sentenze di Tribunale abbiano riconosciuto che il danno subito era ascrivibile al medico che aveva eseguito l’operazione, condannato in solido con l’Unità Socio Sanitaria di Teramo al risarcimento, non sono ancora riusciti ad ottenere nulla. Di fatto la sentenza, ottenuta dopo ben 18 anni, non è stata onorata per il classico gioco dello scaricabarile che scatta in queste situazioni, tra il professore (per la cronaca Dante Cigni), l’Usl di Teramo e la stessa Regione, dal momento in cui le Usl sono state sciolte per confluire nelle Asl. La Regione non ha mai risposto alla diverse sollecitazioni dei parenti della signora, e nemmeno si è mossa quanto veniva intapreso un giudizio di pignoramento. A nulla sono valsi, contro la citata Regione e la Gestione Liquidatoria della ex Ussl di Teramo le numerose istanze formali avanzate dagli avvocati dalla famiglia Bucci, le diffide, gli atti di precetto, le ingiunzioni, le azioni esecutive. La sentenza del Tribunale Civile di Teramo del 2005 è rimasta lettera morta. Una situazione che ovviamente i Bucci, e non solo loro, ritengono scandalosa. Al danno gravissimo e incalcolabile di avere perduto per sempre ogni possibilità di relazione affettiva con moglie e madre i famigliari devono aggiungere il peso di portare la croce di una constante assistenza che ha finito con lo sconvolgere l’esistente di tutto il nucleo famigliare. A fronte di questa tragedia c’è un atteggiamento “pilatesco” da un lato, ma dall’altro visibilmente in contrasto con le leggi e con i doveri di un pubblico amministratore. Di qui la denuncia alla Procura della repubblica dell’Aquila inoltrata nei giorni scorsi dall’avvocato Fabio Verile, a nome di Umberto, Stefano, Antonello e Samantha Bucci.

    MpL Comunicazione @ 12:12
    Filed under: News MpL

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