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    Del Turco: superteste?

    Posted on giovedì 14 agosto 2008

    Del Turco, c’ è un super-teste «So dove ha nascosto i soldi». E Taormina ai pm: indagate sul centrodestra. La nuova pista porta ai paradisi fiscali del centro Europa. Scattano le verifiche fiscali degli inquirenti

    www.corriere.it
    Una pista, un paese, una banca: indicazioni utili che finora in procura mancavano per arrivare al presunto tesoro illecito dell’ ex governatore della regione Abruzzo, Ottaviano del Turco….

    Le avrebbe date – un paio di giorni fa in gran segreto – un uomo che nulla ha a che vedere con l’ inchiesta, che è stato ritenuto affidabile e che avrebbe avuto casualmente quelle informazioni. Il supertestimone avrebbe raccontato ai magistrati di aver raccolto i dati che ha messo a verbale da una persona a sua volta in contatto con un professionista molto vicino a Del Turco. I pm Giuseppe Bellelli e Giampiero di Florio e il procuratore Nicola Trifuoggi hanno disposto le prime verifiche e forse già nelle prossime ore sapranno se la strada appena imboccata porta davvero verso la soluzione del grande giallo di quest’ inchiesta: i soldi che non si trovano. Dei 5 milioni e 800 mila euro che secondo l’ accusa l’ ex governatore avrebbe intascato da Vincenzo Angelini, il guru della sanità abruzzese nonché la gola profonda delle indagini, non c’ è traccia. Era stato lo stesso Del Turco nell’ interrogatorio di garanzia a insistere con i pm, «andate a spulciare i miei conti, vi prego». Ma né fra i suoi conti né fra i mille controlli patrimoniali incrociati con la «contabilità» delle mazzette tenuta da Angelini, è stata mai trovata una indicazione, un’ operazione sospetta, qualcosa che potesse far percorrere agli inquirenti la via dei soldi. Adesso confidano sulla nuova pista, che porterebbe in un Paese non lontano dall’ Italia, e guardano con interesse anche in direzione di un secondo Paese (del Centro Europa), stavolta indicato come possibile luogo di deposito delle mazzette da una persona che ruota attorno a quest’ inchiesta pur non avendo ufficialmente nessun ruolo. Tutto questo mentre sembra guadagnare importanza il caso del cosiddetto dossier Masciarelli: una settantina di pagine scritte di suo pugno da Giancarlo Masciarelli, ex presidente della Finanziaria Regionale attualmente agli arresti domiciliari per lo stesso scandalo sanità che ha travolto Del Turco ma che fu arrestato una prima volta a ottobre del 2006 e che scrisse quel memoriale nel gennaio-febbraio dell’ anno scorso, quand’ era ancora in carcere per l’ altro scandalo. All’ epoca il suo avvocato era il professor Carlo Taormina. Che ora ricompare sulla scena e fa sapere di avere, appunto, nelle mani quel «dossier esplosivo»: una sorta di ricostruzione dettagliata del sistema-tangenti in Abruzzo, con il coinvolgimento trasversale di partiti di destra e di sinistra, con i riferimenti alle «protezioni giudiziarie» che Masciarelli indica (alcune riguarderebbero proprio i magistrati di questa inchiesta), con i legami Abruzzo-Roma e i nomi di Fabrizio Cicchitto e Denis Verdini come persone in contatto con alcuni degli indagati. Circostanze che i due esponenti del Pdl hanno sempre smentito, definendole veleni e falsità. «Ci sono tutti i nomi e cognomi che servono», ha spiegato Taormina al procuratore e ai pm di Pescara, con i quali ha fatto una lunga chiacchierata lunedì pomeriggio. «Hanno provato a farmi parlare, fanno il loro mestiere ma io sono legato al vincolo professionale». In procura si dice invece che il professore abbia fornito utili spunti d’ indagine, cose che spostano il tiro verso politici del centrodestra e che probabilmente decolleranno a settembre con un nuovo filone d’ inchiesta.

    Fasano Giusi

    MpL Comunicazione @ 22:08
    Filed under: News MpL

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