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    Decreto: proposte

    Posted on martedì 28 aprile 2009

    Accogliendo il Vs. suggerimento propongo due cose:

    – Seconde case
    Sono proprietario di seconda casa, fatta con enormi sacrifici, emulando mio padre, al fine di lasciare qualcosa ai miei figli. Tale casa è stata distrutta dal terremoto, e ora Tremonti ci dice che per le seconde case non verra risarcito assolutamente nulla. Nonè giusto e non è così che si è fatto in occasione di eventi sismici in altre zone. Mezza L’Aquila è piena di seconde case frutto dei sacrifici e del risparmio di 2 generazioni. Non possiamo essere lasciati soli così!
    La mia proposta  quella di dedicare editoriali e un forum all’argomento, al fine di una revisione in termini più "umani" di questo decreto burla. Mi sembra molto strano, infatti, che non si sia già levato un coro di proteste!
     
    – La rinascita di L’Aquila
    Il futuro della nostra bella città è gravemente compromesso da questo terremoto: rischiamo di diventare una "landa desolata", come è accaduto, per esempio, in alcune zone del Belice (vedi Gibellina). Molte persone mi hanno detto che stanno seriamente pensando di abbandonare L’Aquila e di trasferirsi altrove. La sismicità della zona, che prima era un pericolo che quasi nessuno pensava seriamente di correre, ora è diventato uno spauracchio reale e un autentico deterrente. Purtroppo non ci possiamo fare niente, non possiamo consolidare il sottosuolo! Quello che, però, si può fare, è cercare di "compensare" la forza centrifuga generata dal terremoto, con un forte "attrattore", in grado di contrastare la tendenza, attirando persone e imprenditori a venire a risiedere e investire a L’Aquila, e trattenendo chi vuole fuggire. La forza di attrazione che vedo più consistente non può che essere economica: basta dichiarare L’Aquila Zona Franca, non per pochi mesi, per un periodo di tempo sufficiente a risanare la ferita, cioè almeno una decina d’anni. In questo periodo chi risiede, lavora, investe a L’Aquila non paga tasse, nè IRPEF, nè IRAP, nè ICI, nè IVA, e nessun’altra tassa. L’Aquila diventa una "seconda Montecarlo", e, insime con un’attenta ricostruzione, questo la farà rifiorire splendidamente. E’ irrealizzabile? Pensiamo a qual’è il gettito fiscale degli abitanti delle zone terremotate rispetto al resto dell’Italia. Così, a occhio, sarà sì e no il 5-10% (o forse anche meno). Questo significa che basta chiedere al resto degli Italiani, o trovare altre misure, qualche piccolo sacrificio per aumentare il gettito fiscale di un 5-10% l’anno per 10 anni, e la ferita è sanata. Secondo me, questo l’Italia ce lo deve: non è possibile che una tale ferita colpisca in modo così ingente solo gli Aquilani, e che il resto dell’Italia (a parte le iniziative volontarie di solidarietà) non sia chiamata a fare un piccolo sacrificio per risanarla!
    E.C.

     

    MpL Comunicazione @ 14:37
    Filed under: News MpL

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