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    Decreto immutato

    Posted on lunedì 15 giugno 2009

    Il decreto terremoto si avvia a uscire dalla Camera senza correzioni. A confermarlo e’ stato il relatore Roberto Tortoli, a pochi minuti dall’inizio in aula della discussione generale del testo.  Di grande importanza, ha sottolineato, e’ la nota con cui nel primo pomeriggio Palazzo Chigi ha fornito le puntualizzazioni da piu’ parti richieste sui contributi per la ricostruzione delle seconde case e i rimborsi ai Comuni per i tributi non riscossi, comunicato che secondo il relatore «può lasciare tranquilli tutti».
    «L’orientamento e’ a mantenere il dl così com’è», ha spiegato, «i tempi sono stretti» visto che i termini di conversione scadono il 27 giugno e «non ha senso riportarlo al Senato con il rischio di non farcela».
    L’auspicio e’ che l’opposizione si astenga come a Palazzo Madama e «anche per la Camera trovi una posizione più serena».
    «Il dl e’ "un provvedimento che detta i principi», ha aggiunto Tortoli, e si puo’ sempre ricorrere alle ordinanze. E non e’ detto che non arrivino altri decreti in materia.
    Gli emendamenti presentati dall’opposizione erano 450. Il sottosegretario all’Ambiente Roberto Menia aveva annunciato che se l’opposizione non avesse accettato di ridurli il governo sarebbe ricorso alla fiducia per far approvare in settimana il decreto alla Camera.

    Intanto una nota di Palazzo Chigi assicura che lo Stato rifonderà i Comuni colpiti dal terremoto «con ordinanza in via di perfezionamento», si spiega in un comunicato, «con la quale sarà disposto che i Comuni riceveranno dallo Stato le somme che essi non hanno potuto incassare a causa della sospensione del pagamento dei tributi»
    E si apprende che anche le seconde case ubicate nel centro storico dell’Aquila e degli altri comuni colpiti dal sisma saranno ricostruite a spese dello Stato.
    In analogia a quanto disposto in occasione degli eventi sismici che colpirono l’Umbria e le Marche, in sede di attuazione del decreto legge verrà stabilito il concorso alle spese da parte dei proprietari, tenendo conto della loro situazione economica, si spiega.
    Secondo quanto espressamente stabilito dal decreto legge in corso di conversione in Parlamento, si ricorda, la ricostruzione a spese dello Stato avrà a oggetto non solo gli edifici di riconosciuto valore storico e artistico, ma anche quelli che rivestono, a giudizio dei sindaci e della sovrintendenza, rilievo ambientale e paesaggistico. Ed e’ noto a tutti, e universalmente riconosciuto, che in questa categoria rientra la maggior parte degli edifici ubicati nei centri storici, e, quindi, anche dei non residenti, si sottolinea ancora nel comunicato.

    Una parziale rettifica arriva anche sui pagamenti dell’Ici che restano sospesi fino al 30 novembre 2009 per tutti i contribuenti che risultavano residenti all’Aquila o nei Comuni colpiti dal terremoto.
    La sospensione riguarda il versamento di acconti e le dichiarazioni Ici (Imposta comunale sugli immobili) sia per i fabbricati che per i terreni agricoli non montani e le aree edificabili. Per tutti gli altri soggetti passivi di imposta la cui residenza, sede legale o operativa era ubicata al di fuori del territorio di questi Comuni alla medesima data del 6 aprile 2009, restano confermate, invece, rispettivamente al 16 giugno 2009 e al 31 luglio 2009 i termini per il versamento dell’acconto Ici 2009 e per la presentazione della dichiarazione Ici. Tali contribuenti sono tenuti al pagamento dei soli primi tre mesi dell’anno 2009 (gennaio – febbraio – marzo) nei casi in cui i fabbricati oggetto di imposta risultino distrutti o comunque oggetto di ordinanza sindacale di sgombero. Per questi ultimi contribuenti l’imposta dovuta sulle aree edificabili e sui terreni agricoli non montani dovrà invece essere versata alle scadenze ordinarie. primadanoi.t

    MpL Comunicazione @ 19:45
    Filed under: News MpL

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