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    Decreto da rivedere/5

    Posted on giovedì 30 aprile 2009

    Registriamo tanta delusione degli aquilani sul cosiddetto decreto "salva Abruzzo" (l’ironia il governo poteva risparmiarcela). Riceviamo decine di e-mail di protesta, e ne abbiamo pubblicate alcune significative. Un sentimento di paura e di incertezza si è diffuso tra i terremotati, tutto il provvedimento è molto aleatorio ed i punti oscuri sono molti.  Nessuna autorità istituzionale tranquillizza la popolazione, spiega come stanno le cose, conferma l’impegno del governo della ricostruzione al 100%

    Le ragioni dell’inquietudine ci sono tutte, ma non facciamoci prendere dalla disperazione. Il decreto disciplina bene la parte emergenziale, e rinvia di fatto ad un secondo momento una migliore definizione delle provvidenze e delle procedure per la ricostruzione.   Quindi a questo decreto ne seguiranno altri, necessariamente, che dovranno chiarire i troppi punti lasciati oscuri. 

    Certamente esistono degli spazi di miglioramento anche di questo decreto in sede di dibattito parlamentare. La cosa più sconcertante  è il  contributo sulla prima casa: non e’ previsto il contributo a fondo perduto del 100% come e’ accaduto per le Marche e per l’Umbria.  E’ previsto  un mix di interventi di circa 1/3 tra contributi, credito d’imposta e mutuo.  L’Abruzzo è quindi di serie B rispetto alle altre regioni. Inaccettabile ed incostituzionale.

    Semplicemente impossibile invece capire quale sarà il contributo per le seconde case, perché si parla solo di contributi. Anche  per le attività produttive è  tutto molto aleatorio e  non viene specificato di quale entità sarà l’intervento per le aziende e per i professionisti per i danni subiti.

    Inaccettabile poi la spalmatura degli interventi (di entità peraltro incerta) su 24 anni.   Si tratta di una carenza molto grave perchè sarebbe invece necessario dare immediatamente una speranza ai giovani ed un  impulso per rimettere in moto l’economia e la vita sociale.

    Se i giovani vanno via, L’Aquila è finita.  E quale messaggio si dà ad un giovane con questo decreto?  Che forse tra 24 anni L’Aquila "funzionerà" in qualche modo. Assurdo.

    Insomma, sono molte le cose da rivedere e da cambiare. Sorprende poi  il silenzio della stampa e della politica aquilana, cosa osservata da molti nostri lettori.

    Diamoci da fare per migliorare il migliorabile. E’ presto per arrendersi!

    Piero Carducci

    MpL Comunicazione @ 10:13
    Filed under: News MpL

    2 thoughts on “Decreto da rivedere/5”

    1. Nahar1979 ha detto:

      mi sembra che in questo e nei predenti articoli siano stati toccati tutti i punti salienti riguardo quello che si prospetta il vero disastro d’abruzzo….farci sentire? certo, ma prima di tutto bisogna far circolare l’informazione…cosa non facile….e successivamente, agire…e se il governo ha intenzione di proseguire su questa strada, non credo ci sia altro da fare
      comunque sto aprendo un gruppo su facebook in cui riporter un sunto di questi articoli, forse i pi completi, incisivi ed esaurienti che abbia al momento trovato sul web…ho apprezzato particolarmente il riferimento a uno dei nodi pi importanti e trascurati dell’intero scenario “ripresa economica aquilana”, ovvero il riferimento al reddito da locazione a studenti, praticamente l’unica, vera attivit imprenditoriale sempre stata in fermento in questa citt..
      Grazie Piero Carducci

    2. MpL Comunicazione ha detto:

      Grazie per l’apprezzamento!
      Ora diamoci da fare. Tutti.
      Piero Carducci

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