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    Decreto da rivedere/4

    Posted on mercoledì 29 aprile 2009

    Sempre peggio. Il decreto pubblicato sulla GU, da oggi all’esame del Senato, è stato ulteriormente peggiorato. Altro che ricostruzione al 100%. Le risorse sono spalmate su 24 anni (una vera presa in giro) e nulla si dice sui 150mila e sugli 80mila euro per la prima casa. Si parla genericamente di contributi, e si percepisce la fregatura del credito d’imposta (tra l’altro utilizzabile per soli 5 anni). La gente inizia a capire che il decreto non va e serpeggia confusione e incertezza sulle modalità per accedere a sostegni e finanziamenti per cominciare un discorso di normalità.

    Imbarazzato pure Gianni Chiodi. «C’é molta attenzione sulle iniziative intraprese», ha detto, «ma anche un flusso di informazioni che non sono sufficienti ed ufficiali».  Sia tra gli sfollati nelle tendopoli sia tra quelli riparati negli alberghi e nelle case private della costa abruzzese comincia a serpeggiare un forte  malumore e riceviamo centinaia di mail di protesta nei confronti di Regione e Governo.

    Per non parlare poi dell’incertezza innescata dalle cifre: gli 80mila euro per le ristrutturazioni ed i 150mila per la nuova abitazione dove sono? E saranno sufficienti per tutti?  Il presidente della Giunta regionale ha ammesso che qualche problema c’é, ma si guarda bene dall’esprimere la sia pur piccola critica nei confronti di Tremonti.

    E sempre il presidente Chiodi svia il discorsosul decreto. Secondo lui la ricostruzione materiale «é quella che preoccupa meno». Le maggiori difficoltà s’incontreranno «per far ripartire il tessuto socio-economico, per riappropriarsi dei valori» e perciò sostiene che occorrano «meno approssimazione e più qualità. Sarà un banco di prova per la nostra classe politica e per tutta la classe politica allargata – ha aggiunto-. Questa vicenda ci ha insegnato una cosa importante: che non bisogna fare nulla con approssimazione, ma tutto col massimo livello di qualità. Questo discorso vale anche per l’Università, per la Sanità e per tutti quegli ambiti che potrebbero diventare ‘piccoli disastri». Il presidente della Regione ha assicurato: «Quando le luci dei riflettori si abbasseranno continueremo a lavorare. Per la ricostruzione, ma anche per mantenere vivo l’interesse sulla nostra città. Intanto, in estate avremo il G8 e l’attenzione del mondo è assicurata. Poi, in autunno, ci sarà la riconsegna delle prime case. Nel frattempo, renderemo partecipe la comunità dei progressi. Di certo, le luci non si spegneranno, perché è veramente unico il fatto che un centro storico così bello, così antico, come quello dell’Aquila, sia stato completamente distrutto».
    Belle parole. Mancano però i fatti. Dov’è la ricostruzione al 100% promessa il giorno dopo il sisma? La nostra pazienza ha un limite, e si sta colmando rapidamente.

    E.T.

    MpL Comunicazione @ 13:42
    Filed under: News MpL

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