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    D’Annunzio

    Posted on martedì 18 marzo 2008

    La notizia che l’università Gabriele d’Annunzio di Chieti è stata chiamata a far parte del gruppo di diciannove atenei considerati più produttivi e con i bilanci in regola è stata ovviamente accolta con soddisfazione dali ambienti locali. E’, comunque lo si voglia leggere, un riconoscimento importante per il rettore Franco Cuccurullo, per il Direttore Generale Marco Napoleone e per tutti coloro che lavorano quotidianamente per l’affermazione dell’ateneo abruzzese. Anche perché, se le richieste dei rettori che hanno costituito questo gruppo d’ élite, creando una associazione dal nome Aquis, cioè Associazione per la qualità delle università statali italiane, sono di ottenere che i fondi venganno assegnati tenendo conto dei meriti. Infatti gli obiettivi indicati sono “migliorare la reputazione internazionale” delle università italiane, “promuovere la qualità di formazione, ricerca scientifica e organizzazione”, “proporre strategie per la definizione di obiettivi e programmi comuni con Parlamento e Governo”. 
    A questo punto va chiarito, per capire il valore dell’invito di partecipare all’Aquis, che chi vorrà aderire al gruppo dovrà garantire una produttività superiore alla media definita dal Ministero, dovrà avere le carte in regola in merito al contenimento delle spese (meno del 90 per cento del Fondo di finanziamento ordinario), godere di reputazione internazionale, che significa presenza nelle classifiche del Times o dell’università Jiao Tong di Shangai, contare più di 15mila studenti. Tutti parametri rispettati dalla d’Annunzio che anzi, tra le diciannove, si è classificata al secondo posto dopo il Politecnico di Milano come indice di produttività. 1,72, Milano, che conta 37 mila studenti e 192.247.395 milioni di finanziamenti nel 2007, mentre Chieti vanta un indice di 148, con 30 mila studenti, ma un finanziamento nettamente inferiore per il 2007, di 81.170.142 milioni di euro. Un risultato di assoluto prestigio, specie se raffrontato a quello di altri atenei. Nei prossimi giorni gli organi accademici della D’Annunzio dovranno deliberare l’adesione all’Aquis, e non dovrebbero esserci problemi, anche se contro questa associazione destinata a raccogliere le università “più produttive e virtuose” del Paese si stanno levando fuochi di sbarramento da parte di università importanti che sono state però escluse fino a oggi. In particolare la Crui, vale a dire la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, stenta ad accettare la svolta, che comunque appare inevitabile se si vuole recuperare il gap oggi esistente con altre università straniere. Migliorare e rendere davvero più virtuoso il sistema universitario italiano, alla fine sarà strada semplicemente obbligata.
    MpL Comunicazione @ 16:53
    Filed under: News MpL

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