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    Crisi nera

    Posted on giovedì 2 ottobre 2008

    Il primo passo è stato fatto. Il Senato degli Stati Uniti ha dato un forte segnale di fiducia a Wall Street approvando, con 74 voti a favore e 25 contro, il piano di salvataggio del sistema finanziario messo a punto dal segretario al Tesoro Henry Paulson dopo il crack della banca d’affari Lehman e l’assorbimento di Merrill Lynch in Bank of America. Il pacchetto da 700 miliardi di dollari, ulteriormente arricchito da emendamenti a difesa della middle class, passa venerdì all’esame della Camera che lunedì aveva messo al tappeto il progetto ideato da Paulson per dare ossigeno alle banche di Wall Street.

    Nonostante il primo via libera al provvedimento, però, non sono ottimistiche le previsioni del Fondo Monetario Internazionale. «È a questo punto fin troppo chiaro che quello che stiamo osservando è lo shock sui mercati finanziari maturi più pericoloso dagli anni ’30, che sta ponendo una minaccia fondamentale alla crescita globale» afferma Charles Collins, vice direttore del dipartimento di ricerca dell’Fmi. Ci sono «fattori di rischio sostanziali» per la crescita economica, sostiene Collins, «nonostante la solidità delle grandi società non finanziarie e la forte risposta delle istituzioni» che sono finora riuscite ad arginare i rischi sull’economia reale. «Anche se in passato periodi di stress finanziario non sono stati seguiti necessariamente da recessione – spiega – quando il sistema bancario accusa danni forti come sta accadendo ora, la probabilità di un rallentamento severo aumenta. Inoltre noi riteniamo che i rischi di recessione impennano quando il periodo di stress finanziario è preceduto da un incremento dei prezzi immobiliari e da un’espansione del credito». L’Fmi sottolinea inoltre che l’economia di Eurolandia, «malgrado l’aumento dei prezzi degli asset e dei coefficienti di indebitamento», è «più protetta da un forte rallentamento» grazie alla relativa «robustezza» dei bilanci delle famiglie. In ogni caso, «interventi energici» da parte delle istituzioni pubbliche «sono cruciali per favorire il ristabilimento di fondi nel sistema finanziario».

    Intanto la Bce fa sapere che ha lasciato invariato il tasso di riferimento al 4,25%. La decisione, ampiamente attesa dal mercato, è stata presa dal Consiglio direttivo dell’istituto centrale, a Francoforte. La Banca centrale europea mantiene così il tasso di rifinanziamento principale al 4,25%, quello marginale al 5,25% e quello sui depositi overnight al 3,25%.  «L’economia di Eurolandia si sta indebolendo» ha sottolineato successivamente il presidente della Bce, Jean-CLaude Trichet. «Il livello d’incertezza è straordinariamente alto. Le turbolenze dei mercati finanziari sono aumentate. La Banca centrale europea garantirà la stabilità dei prezzi anche se il rallentamento della domanda interna di Eurolandia sta diminuendo i rischi al rialzo per l’inflazione, che però non sono spariti» ha proseguito Trichet.

    MpL Comunicazione @ 18:05
    Filed under: News MpL

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