• Calendario/Archivio

  • dicembre: 2019
    L M M G V S D
    « Nov    
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
    Crisi nera nella Valle peligna – 2

    Posted on lunedì 31 luglio 2006

    la politica chiacchiera, le aree interne affondano

    Non passa settimana senza  il convegno della Pezzopane sullo sviluppo delle aree interne. Le stesse chiacchiere e le stesse ricette da anni. Soliti gruppi di lavoro, soliti annunci, e la previsione di istituire ancora nuovi organismi e nuove strutture (del tutto inutili per la soluzione del problema, utilissime per consulenti di appartenenza partitica e portaborse acritici). Ormai parlare di aree interne è un hobby dei nostri politici, così come parlare a vanvera di ricerca ed innovazione. Intanto le aree interne precipitano nella crisi più nera degli ultimi trent’anni. La Valle Peligna è l’emblema del decadimento delle aree interne. Ha subito un forte indebolimento della propria struttura demografica nella misura dell’8% nell’ultimo ventennio e del 3% soltanto nello scorso decennio, in netta controtendenza rispetto alla generale crescita nazionale e regionale. Non solo, la distribuzione della popolazione per classi di età mette in evidenza una maggiore presenza relativa di anziani, sia per la componente maschile che per quella femminile, rispetto al dato regionale e soprattutto nazionale.
    Tale comprensorio partecipa significativamente al raggiungimento del triste primato provinciale per il più basso saldo demografico: riesce a fare peggio pure del compresorio aquilano. Con riferimento al sistema produttivo si va sempre più accentuando il distacco di tale territorio, interamente montano, dalle più dinamiche realtà della fascia costiera. Un’analisi dettagliata relativa alla sola città di Sulmona mostra una crescita delle unità locali delle imprese nel periodo 1991-2005, cui tuttavia si contrappone una diminuzione del numero totale degli occupati; in particolare il settore industriale perde il 10% della forza lavoro e gli "altri servizi" ben il 17%. L’analisi del comprensorio mostra invece una preoccupante stasi media occupazionale in un sistema locale di lavoro il cui indice di dipendenza strutturale è di ben 8 punti maggiore rispetto alla media nazionale e l’indice di vecchiaia è pari al 145% del dato nazionale.

    Nell’intero sistema locale peligno si contano poco più di 5mila imprese attive al 31/12/2004 pari al 20% circa del dato provinciale, che si ricorda appartenere all’84-esima posizione nella classifica generale per numero di iniziative imprenditoriali. Il tasso di evoluzione imprenditoriale relativo al decennio in considerazione, evidenzia un valore particolarmente basso (1% annuo) e ciò in ragione della mortalità imprenditoriale particolarmente elevata anche nel confronto con le altre province abruzzesi. A tal riguardo giova sottolineare come il 70% delle imprese attualmente attive sono nate soltanto negli ultimi 15 anni.

    Il tasso di disoccupazione del comprensorio è di poco superiore al 6%. Ma ciò è in ragione della struttura demografica locale il cui indice di dipendenza strutturale degli anziani  è notevolmente superiore a quello nazionale. Le "non forze lavoro" rappresentano infatti il 63% della popolazione totale. L’aspetto più preoccupante riguarda l’indice di disoccupazione giovanile il cui valore, superiore al 32%, è doppio rispetto alla media delle province costiere. Indagini ad hoc di istituti specializzati non lasciano ben sperare in merito alle prospettive occupazionali per i prossimi anni, permanendo l’area in posizione subalterna rispetto agli altri territori regionali.

    Il processo di senilizzazione cui il sistema locale è sottoposto, rappresenta il più evidente indicatore di uno stato di declino occupazionale, sociale e demografico che spinge le forze attive della popolazione verso zone a maggiore vocazione imprenditoriale.  Tale situazione ha determinato un generale impoverimento della popolazione residente il cui livello di valore aggiunto pro capite è pari a 11.900 euro contro il già di per sé poco lusinghiero valore provinciale di poco inferiore ai 16mila euro, e il lontanissimo valore nazionale pari a 19mila euro.

    Tale risultato è inoltre massimamente prodotto (69%) dal settore terziario. Anche l’analisi di ulteriori indicatori del livello di vita mostrano una sensibile differenza rispetto ai dati regionali. La Valle Peligna paga mediamente 108 euro di ICI, vi circolano 45 autovetture ogni 100 abitanti ed ha un consumo medio di energia elettrica di 1.355 kwh; di contro i dati regionali registrano un ICI pro capite di 124 euro, una media di 54 autovetture ogni 100 abitanti ed un consumo di ben 1.805 kwh pro capite annuali.

    A fronte di tale situazione cosa fanno le istituzioni, in primis la Regione?  I convegni, ovviamente, ed i gruppi di lavoro…

    MpL Comunicazione @ 09:50
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *