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    CRESA/2

    Posted on lunedì 23 giugno 2008

    Lo sviluppo economico dell’Abruzzo rallenta. Per il Cresa, nel 2007 la dinamica dell’economia abruzzese si è rivelata più debole di quella dell’anno precedente, deludendo le aspettative di un rafforzamento della ripresa di cui si erano ravvisati segnali nel biennio 2005-2006. E’ questo il quadro che emerge dal “Rapporto sull’economia abruzzese 2007" elaborato dal Centro studi regionale delle camere di commercio abruzzesi, il Cresa, presieduto da Giorgio Ranaldi. Ma entriamo nel merito per valutare appieno le indicazioni economiche che riguardano la nostra regione che emergono dal rapporto. Per quanto riguarda il Pil, il prodotto interno lordo, l’indagine mette in evidenza la registrazione di crescita pari all’1 % in termini reali rispetto al 2006, delineando un ritmo inferiore a quella che invece viene riscontrata nella media del paese, che è pari all’1,5 %. L’Abruzzo, poi, viene fiori che ha perduto terreno soprattutto nel confronto con l’area dell’euro, che ha continuato a svilupparsi nonostante la perdita di competitività legata all’apprezzamento della moneta europea. Sulla decelerazione del prodotto, inoltre, ha inciso la battuta d’arresto dell’industria, dopo un biennio piuttosto positivo, mentre si è rafforzata, dopo un incerto 2006, la tendenza espansiva nelle costruzioni. L’accelerazione del valore aggiunto si è estesa anche al settore dei servizi, con ritmi di crescita solo lievemente inferiori alla media nazionale. Il Pil pro capite dell’Abruzzo si è, poi, attestato all’81,9 % del valore medio nazionale, in calo di 5 punti percentuali rispetto al 2000. Ed ora passiamo all’analisi territoriale. La provincia abruzzese con il più elevato tenore di vita risulta il territorio di Chieti, che raggiunge una ricchezza pro capite di circa 22 mila euro, pari all’85 % di quella media nazionale, seguita da Teramo (81,5%), l’Aquila e Pescara con circa il 79%. Il sistema produttivo mostra una rinnovata vitalità, ma il numero delle cancellazioni dai Registri delle Camere di Commercio è ancora elevato, indicando che il processo di selezione delle imprese più efficienti è tuttora in corso. La crescita del prodotto ha beneficiato soprattutto della domanda dall’estero, in particolare di quella proveniente dalla Germania e dai mercati più dinamici (tra i quali la Cina, i paesi dell’Europa centro-orientale e quelli di recente ammissione alla UE), che stanno rapidamente acquisendo importanza. Per quanto riguarda il versante export, c’è da registrare che le esportazioni sono aumentate dell’11,8 % a prezzi correnti (5,5 % nel 2006), un valore superiore alla media nazionale (8 %). Nonostante la ripresa delle vendite all’estero, la quota di esportazioni della regione sul totale nazionale è rimasta invariata. Altra musica sul versante lavoro: i principali indicatori annuali continuano a fornire un quadro sostanzialmente positivo del mercato del lavoro abruzzese, anche se mettono in evidenza che è sempre consistente il numero di persone in cerca di occupazione.

    MpL Comunicazione @ 05:50
    Filed under: News MpL

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