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    Costruzioni: stop

    Posted on martedì 14 ottobre 2008

    Come ampiamente atteso, il ciclo espansivo delle costruzioni – durato oltre dieci anni – si è interrotto. Crescita zero per le nuove costruzioni. I dati indicano  un deciso rallentamento nel 2008,  con crescita zero nel secondo semestre. Un pò meglio le ristrutturazioni,   soltanto in lieve declino come segnala il minor accesso alle agevolazioni previste dalla legge.  Il settore ha iniziato a rallentare, seppure lievemente, alla fine del  2006. Nel 2007 poi il fatturato è calato decisamente.  Nel 2008, il fermo.  Si completano soltanto i cantieri avviati, ma si vende poco o nulla.

    Inizia pure la discesa dei prezzi delle case: in media, i prezzi delle abitazioni nuove o ristrutturate nel secondo semestre 2007 rispetto a quello precedente si sono attestati al +1,9 per cento (quindi al di sotto dell’inflazione).  Nel 2009 inizierà la discesa dei prezzi, ma i costruttori non venderanno al di sotto di una certa soglia. Le compravendite sono in forte calo nel secondo semestre 2007: -13,5% a Milano,  -10% a Roma.  I dati del 2008 accelerano questa tendenza, a parte le zone centrali delle grandi città (Roma e Milano) dove i prezzi continuano a salire.

    A favorire la tendenza alla decelerazione è ovviamente la crisi economica (le famiglie non possono indebitarsi) e l’incremento del costo dei mutui (non sempre giustificato).  E’ un dato di fatto che le forbici (tecnicamente gli spread) sono aumentati, molto di più dell’aumento dei tassi di interesse.  Il danaro è sempre più caro, le imprese non vendono e quindi i nuovi cantieri non partono. Tutto fermo. L’effetto della  gravissima crisi americana  ha posto sotto i riflettori e accelerato una tendenza al rallentamento della crescita dei mercati immobiliari che era in atto da prima che la crisi stessa si manifestasse.

    Intanto iniziano a manifestarsi le conseguenze negative sull’economia abruzzese: il 35%  degli addetti regionali opera nel settore, direttamente o indirettamente. Opere  pubbliche, sarebbe la ricetta suggerita dagli economisti. Ma la Regione è schiacciata sotto il debito sanitario. Tempi cupi ci attendono.

    MpL Comunicazione @ 10:28
    Filed under: News MpL

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