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    Corte d’Appello e ricostruzione…

    Posted on martedì 27 settembre 2011

    Quel taglio di nastro di venerdì scorso, per la nuova sede della Corte d’Appello, è un vero tormento. Nove mesi per finirla, sullo scheletro di quello che avrebbe dovuto essere l’Archivio di Stato, che per una serie di motivi non lo è mai diventato, giacendo inutilizzato per decenni come l’ennesima incompiuta del Paese Italia. Invece arriva il sisma, le sedi giudiziarie hanno bisogno urgente di spazi ed allora in nove mesi, con turni in h 24, la sede per la Corte d’Appello vede la luce. E’ venuto anche il ministro Matteoli, a benedire il successo ed il lavoro del Provveditorato alle Opere Pubbliche che in poche settimane, ha realizzato 3.500 mq di superficie ed un vasto parcheggio sul retro, già asfaltato. Per fare il quale hanno abbattuto l’ex mercato ortofrutticolo, di proprietà comunale, in un baleno, mettendo a tacere i grossisti storici e smaltendo amianto come fosse ordinaria amministrazione, e via, di corsa, verso l’inaugurazione.
    A riflettori spenti si torna però alla ‘normalità’ di una città terremotata, quella cui ci hanno abituato, dove il Provveditorato alle Opere Pubbliche, il soggetto attuatore di tutti i lavori, non arriva a fare niente, e dove il Sindaco Cialente, legale rappresentante dell’amministrazione comunale, smessa la fascia tricolore dell’ottimismo e del fare bene e subito, ripiomba nell’indifferenza più totale.
    Forte delle dichiarazioni del commissario Chiodi, che nella Corte d’Appello, ha visto il buon esempio della ricostruzione pubblica, ignorando però il fatto che per il resto, ancora non parte niente.
    Conta ancor meno quel che resta dell’Autoparco comunale, una vasta superficie di proprietà comunale, già in malora da anni, mantenuta in vita solo dai container interni, abitati da dipendenti comunali, costretti lì dall’incapacità di realizzare in quell’area, una vera cittadella istituzionale. Dove il cittadino avrebbe dovuto trovare tutti gli uffici insieme, con una sede consiliare ed istituzionale, perfino il Gabinetto del Sindaco, tutto a portata di mano, da fare in pochi mesi, visto che la decisione sarebbe stata solo di Cialente, e che non sfigurasse con la nuova Corte d’Appello o con la nuovissima struttura dell’infaticabile Valentini, ubicata dietro gli uffici comunali di via Rocco Carabba, con un direzionale all’avanguardia già occupato da uffici assicurativi e chi sa cos’altro.
    In tutto questo nulla, dove non parte la ricostruzione pesante, né un lavoro pubblico, sarebbe stato uno scatto d’orgoglio, per un Sindaco che peraltro aspira ad un secondo mandato, costruire un fortino in cui accogliere e difendere gli aquilani dalla burocrazia e da dove urlare ai commissari, noi siamo forti, ce la faremo, e nell’ordinaria amministrazione. Niente di tutto ciò, Massimo Cialente preferisce continuare a pagare un milione e mezzo di euro l’anno di fitti passivi, per lo più all’imprenditoria aquilana, per gli uffici comunali dislocati un po’ ovunque e con gravissimi disagi per l’utenza.
    Dopo l’egregio esempio della Corte d’Appello, non può neanche strapparsi i capelli la Presidenza del Consiglio comunale, per il fatto che il Provveditorato non avrebbe alzato un dito sulla ex Mazzini, la sede indicata per la nuova Aula consiliare, per cui sarebbe pronto il progetto da tempo, per tali ritardi non abbiamo mai sentito lamentarsi nessuno, se non sporadicamente, forse perché fa un po’ comodo a tutti, che le cose vadano un po’ come vengono.
    E in questo modo sta andando tutto in malora, e con questo modo di amministrare, la città sta perdendo anche la sua storia, perché i documenti urbanistici, dei lavori pubblici e dell’attività istituzionale della Giunta e del Consiglio, ancora non vengono recuperati. Giacciono tra Palazzo Margherita, la vecchia sede delle Opere Pubbliche e quella dell’Urbanistica nel disinteresse più totale, risalire un percorso urbanistico e burocratico o ricostruire la storia di un terreno e di un abitato, è diventato ormai impossibile.
    Sono queste, tutte cose fattibilissime, che pure l’amministrazione attiva di questa città non ha fatto, si tagliano però nastri, in nome di un ottimismo falso e costruito ad arte per commissari, ministri e sottosegretari in passerella. Cosa c’entri un Sindaco in trincea (almeno così, lui dice d’essere), in tutto questo teatrino, non si riesce proprio a comprenderlo.

    Alessandra Cococcetta per L’Editoriale

    MpL Comunicazione @ 09:46
    Filed under: News MpL

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