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    Concertazione immobile

    Posted on lunedì 24 marzo 2008

    Il Prodotto Interno Lordo (Pil) è un importante indicatore del livello di benessere economico di una regione. In Abruzzo il Pil pro capite, nella media dell’ultimo quinquennio, si colloca al di sopra del Mezzogiorno ma pure costantemente al di sotto della media nazionale.  In Abruzzo è  più basso, rispetto ai valori medi nazionali, pure il Pil per persona attiva.  Se il Pil pro-capite è un indicatore sintetico di benessere, il Pil rapportato agli attivi è un importante indicatore della produttività del lavoro. La crescita della produttività è la fonte principale della crescita economica, e non c’è sviluppo di lungo periodo senza una crescita costante e sostenuta della produttività del lavoro.

    La crescita della produttività del lavoro (e quindi del Pil pro-capite)  dipende da vari fattori: dalla qualità delle risorse umane e del capitale fisico impiegate nel ciclo produttivo, dalle innovazioni di prodotto e di processo, dalle nuove forme di organizzazione del lavoro. Molto dipende  dall’efficienza dei servizi pubblici (come trasporti ed amministrazioni centrali e locali).

    Se in Abruzzo il Pil pro-capite è inferiore alla media nazionale, ciò dipende sostanzialmente da due fattori: dalla bassa produttività media degli occupati (-9% circa rispetto alla media nazionale)  e dal più basso tasso di partecipazione al mercato del lavoro (soprattutto nella componente femminile).

    La bassa produttività del lavoro è un dato preoccupante, poiché alla progressiva perdita di produttività dell’Abruzzo si accompagna un  pari indebolimento della sua competitività. Particolarmente bassi risultano i livelli di produttività in alcuni settori: i servizi pubblici, le costruzioni, il turismo, i servizi alla persona, il commercio e l’agricoltura. Più elevati sono invece i livelli di produttività nell’industria in senso stretto, nelle banche e nelle attività immobiliari. La minore produttività del lavoro deriva dal fatto che, in Abruzzo, una quota elevata di lavoratori risulta occupata in settori a basso valore aggiunto e quindi caratterizzati da una minore produttività del lavoro rispetto a settori ad elevata tecnologia (come ad es., la farmaceutica e chimica fine, la metalmeccanica di precisione, le manifatture elettroniche).

    La questione della scarsa crescita della produttività del lavoro è molto seria, e deve essere affrontata con misure strutturali dal Governo regionale, se si vuole evitare l’arretramento dell’Abruzzo dalle posizioni che attualmente occupa nella divisione internazionale del lavoro.  Se esaminiamo le migliori esperienze europee, vediamo come la crescita della produttività sia strettamente correlata all’efficienza del sistema delle infrastrutture ed all’utilizzo massiccio delle nuove tecnologie dell’informazione. Mostrare debolezza  su tali aspetti  equivale, per l’Abruzzo,  a porre serie ipoteche sulla stessa possibilità di un futuro sviluppo industriale ad elevato valore. Il miglioramento del sistema della mobilità e del trasferimento dell’innovazione, sono  misure indispensabili per incrementare il tasso di innovazione del sistema produttivo regionale e spostare le produzioni regionali su livelli più elevati di valore aggiunto.

    Ma il miglioramento della qualità dell’intervento pubblico non è tanto una questione di maggiore spesa, quanto soprattutto di migliore e di più veloce spesa. In altri termini, la crescita di un territorio è fortemente determinata dalla crescita della produttività della pubblica amministrazione regionale e locale. Se si vuole competere ad armi pari sui difficili mercati internazionali,  occorre uscire dalla logica della “concertazione immobile” in settori strategici, come quello dei trasporti, dove non si decide nulla per non scontentare nessuno e si dovrà avere la capacità di  eliminare i “lacci e laccioli” del passato. Pure occorre mettere mano a settori vetusti ed autoreferenziali  dell’apparato burocratico,  e definire un efficiente sistema pubblico attento al fatto più che all’atto, strettamente collegato con le realtà territoriali e produttive, responsabile ed efficace nell’azione amministrativa. Ogni ritardo nell’affrontare la questione ormai ineludibile della riforma della macchina amministrativa regionale,  si traduce in una perdita della nostra competitività ed allontana l’Abruzzo dall’Europa.

    Piero Carducci

    Articolo pubblicato sul quotidiano  "La Cronaca d’Abruzzo" di sabato 28 luglio 2007

     

     

    MpL Comunicazione @ 09:39
    Filed under: News MpL

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