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    Comune out

    Posted on giovedì 14 maggio 2009

    La fase della ricostruzione non inizia con i migliori presupposti. Il Comune dell’Aquila, il Consiglio comunale e lo stesso sindaco sono stati completamente estromessi da ogni decisione e le ordinanze contianuano e piovere dall’alto, senza alcuna forma partecipativa o quantomeno informativa alla popolazione.

    L’ultimo episodio si è verificato oggi, quando in alcune frazioni i cittadini si sono visti piombare nel giardino di casa e nei propri terreni il personale della protezione civile per gli espropri. Senza preavvisi, senza chiedere niente a nessuno, senza concertare nulla. Si è assistito a scene penose, con le persone in lacrime che imploravano di non privarli di ciò che era costato loro i sacrifici di una vita e che , dopo aver perso la casa, restava l’unico bene, l’unica certezza.

    Al dipartimento di protezione civile vanno il plauso e il ringraziamento per come è stata gestita la fase dell’emergenza, ma nella fase della ricostruzione e della gestione del territorio non si possono accettare derive autoritarie e in odore di commissariamento.

    I siti scelti per la ricostruzione e per l’allestimento dei villaggi provvisori a loro volta sono stati individuati senza alcun coinvolgimento delle autorità locali e dunque della popolazione, che ha eletto quei rappresentanti, in teoria, perché portassero avanti le proprie istanze e tutelassero i propri diritti.

    Nello stesso tempo il decreto del governo, pur con gli emendamenti proposti, continua a non fornire risposte adeguate. Ciò che è stato promesso a voce non compare sulla carta, non c’è chiarezza neanche sull’entità dei finanziamenti per la ricostruzione della prima casa, né tantomeno sulle modalità.

    A nome personale e del segretraio provinciale del Prc Fabio Pelini vogliamo pertanto sottolineare e stigmatizzare il commissariamento di fatto del Comune dell’Aquila e l’occupazione sistematica e arrogante dei posti di potere, così che viene gestita senza controllo alcuno la fase post emergenza e si tiene la popolazione al di fuori di ogni decisione.

    Rispetto a questa situazione il sindaco Cialente deve alzare la testa e la voce al fine di scongiurare il pericolo di un’occupazione del territorio, di una ricostruzione che vedrà altri comandare in casa nostra, gestire i nostri finanziamenti, decidere dove andremo ad abitare e, in definitiva, il futuro della nostra città e del nostro territorio.

    È ora che le cose vengano messe in chiaro, che si comprenda che questa città non è morta e che non sono morte le sue istituzioni. La vita riparte da qui, ossia dalla difesa dei propri diritti, della propria autonomia e della propria dignità.

    L’assessore Antonio Lattanzi e Il capogruppo Prc Enrico Perilli

    MpL Comunicazione @ 17:59
    Filed under: News MpL

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