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    Comune, bilancio

    Posted on martedì 10 febbraio 2009

    Appuntamento per le 18, ieri, a Palazzo Margherita per un vertice con il Sindaco e l’assessora al Bilancio, Silvana Giangiuliani, per spiegare le previsioni di spesa 2009, cioè il Bilancio di Previsione, ai consiglieri di maggioranza.

    Puntuali in pochi, in tutto quattro o cinque consiglieri, il resto se l’è presa con comodo ma alla fine l’atmosfera è stata descritta come cordiale. A chiacchiere, perché nessuno trova il coraggio di urlare alla città intera, che in tempi magrissimi per le casse comunali, la Cultura non ha voluto rinunciare a nulla. Si parla di contributi alle istituzioni storiche e contributi a manifestazioni e ad enti, che solo se li nomini, una pletora di interessi trasversali e ramificati nel sottobosco della società civile, e forse anche oltre, ti aggredisce. Non bisogna neanche pensarle, certe istituzioni; esistono, hanno fatto (si dice) la storia di questa città e già solo per questo, devono essere foraggiate.

    Eppure, quando una famiglia è in ristrettezze economiche, taglia con le cene al ristornate, con la palestra, con il cinema, con il teatro, sul vestiario, pensa in altre parole innanzitutto all’indispensabile. Al Comune dell’Aquila no, al costo di abbandonare il Sociale, i servizi pubblici o la manutenzione delle strade, la Cultura non si tocca, mancano i soldi perfino per comprare la carta igienica? Non importa, c’è la Cultura da salvaguardare, e al cittadino, neanche consultato sulle priorità strategiche che lo riguardano, gli tocca o‘sta minestra o… la finestra.

    D’altra parte la maggioranza, sotto la cordialità nasconde il disinteresse di alcuni per la cosa pubblica, perché sono riusciti ad ottenere quel po’, per la zona di riferimento elettorale o per quella spa, ed il malcontento di molti altri (il Pd?), che non esplode giusto per il tiepido senso di responsabilità partitico, che impone il buon viso a cattivo gioco.

    Ci sono poi i cosiddetti cespugli che, bandite le ciance, continuano a rumare. Sinistra democratica, gli va riconosciuto, è la più coerente; Giustino Masciocco, capogruppo Sd, ha infatti preferito non andare proprio, alla riunione di ieri: "Aspettavamo atti politici da parte del Sindaco – ha dichiarato – ma non ci ha dato nessun segnale, dalle parole, per passare ai fatti ce ne corre; e non è che la riunione di venerdì scorso, ci abbia riportato in maggioranza", preannunciando quindi un’assemblea del popolo della sinistra, programmata per domani. C’è poi Rifondazione, che alla famosa verifica è andata con un documento ben preciso, depositato presso la Segreteria generale, ponendo alcune questioni cruciali per il rilancio cittadino, che la stesura attuale del Bilancio di Previsione non rispecchia affatto, né per il trattamento speciale riservato ad alcuni enti culturali, né per il taglio con l’ascia, che ha subito il Sociale. Scomodissimo a questo punto, continuare a restare a testa alta in questa maggioranza. C’è infine l’Italia dei Valori, con un Angelo Mancini che si è specializzato a dire e a non dire. Cioè lui, persona capace, di ampie vedute ma intransigente su alcune questioni, (deve?) stare in maggioranza, (perché si lotta da dentro?); non gli piace per niente come vanno le cose, ma è sempre pronto a rassicurare il Sindaco all’occorrenza. Si è talmente raffinato, tanto non vede di buon occhio il governo cittadino, che nello stesso giorno, è arrivato a dichiarare imprescindibile l’azzeramento della Giunta e dei CdA delle spa, e al contempo, la ferma volontà di confermare il proprio assessore, Pierluigi Pezzopane. Per lui è stata chiarissima la discriminante: l’una è stata una dichiarazione amministrativa, l’altra politica. In pratica, un autentico pesce in barile! Ma c’è da perdere qualche neurone per strada, a pensare sempre di salvare capra e cavoli.

    E chi sa come andrà a finire con il Bilancio di Previsione in Aula, affatto condiviso e per niente specchio di un’amministrazione di centro sinistra tradizionalmente intesa, per cui il Sociale (quante vite fa?) e la condivisione, avrebbero dovuto essere le parole d’ordine della spesa pubblica. Va tutto bene? Non ci sembra proprio!

    Alessandra Cococcetta (per L’Editoriale)

    MpL Comunicazione @ 12:54
    Filed under: News MpL

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