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    SS17

    Posted on domenica 2 luglio 2006

    riceviamo da un nostro lettore e volentieri pubblichiamo

    Questo problema, al punto in cui siamo richiede onestà e chiarezza di intenti. Di questo progetto, si parla da oltre 30 anni, dai tempi della famosa E2: si trattava di adeguare una via di comunicazione costruita, ai primi dell’Ottocento, da Gioacchino Murat, alle moderne esigenze della comunicazione.
    Si sarebbe potuto scegliere questo o quel progetto, ma sempre sulla Piana si doveva passare, e comunque per forza modificare un ambiente millenario. Va però detto che dell’antico tratturo L’Aquila-Foggia rimane ormai ben poco e desta meraviglia che oggi tanti si scaldino per conservare una via che resta solo nella memoria, mentre per il resto è stata, nella realtà, totalmente cancellata. Il nostro territorio si sta impoverendo sempre di più perchè, abbandonate  le vecchie attività e sparite le vecchie fonti di reddito, non ve ne sono sorte di nuove e quelle, che qualche politico più avveduto di quelli di oggi, era riuscito a portarvi (tipo l’industria elettronica e delle telecomunicazioni)  ora sono quasi definitivamente perdute. E poi, ma solo in questo caso, si parla di violenza al paesaggio e alla natura, in un’ epoca in cui speculazione e sporcizia impazzano. Tutti producono rifiuti e inquinamento senza porsi problemi di degrado, che debbono valere invece solo per gli altri.
    Chi abita nella Piana di Navelli assiste incredulo alle elucubrazioni di chi abitando fuori in aree più ricche, parla di fermare i lavori. Se l’ampliamento venisse fermato al danno si aggiungerebbe la beffa. L’ambiente, l’ambiente di chi abita nella Piana, a lavori incompiuti o sospesi per anni, sarebbe effettivamente deturpato, senza peraltro aver costruito le necessarie e moderne vie di comunicazione. Il progresso si allontanerà sempre di più. Gli ambientalisti fanno il loro mestiere, ma dispiace che i politici e gli amministratori non si facciano carico delle responsabilità per ciò che potrebbe derivare dallo stop dei lavori.
    Sarebbe l’ennesima beffa per un territorio che da almeno vent’anni è stato abbandonato da tutti, eccetto che al momento delle elezioni. Nel territorio dei mandorleti ci sono anche discariche, tipo quella di Barisciano che grida vendetta, ma nessun ambientalista nella fattispecie si è mobilitato, tranne che per portarci la sua immondizia. Se si trovano vestigia antiche si salvaguardino e si conservino in modo adeguato ma senza fermare l’ampliamento dell SS.17, esse stesse potrebbero essere utili al turismo. Si faccia piuttosto attenzione, almeno ora, alla progettazione del secondo e terzo lotto, per il completmento di un’arteria che sola può inserire la citta dell’Aquila, anche dal versante Est, nel circuito economico del futuro. Sarebbe l’unica prospettiva: a meno che non si voglia trasformare la nostra Piana, fra cinquant’anni, in un’area recintata da far visitare a chi viene da fuori  o dall’estero ad ammirare un bel paesaggio divenuto ormai disabitato, com’è già avvenuto in qualche piccolo paese. I politici e gli amministratori devono capire che è passata, e da parecchio, l’ora delle chiacchiere vuote, e di svegliarsi, perchè mentre all’Aquila si chiacchiera, altrove pensano "scientificamente" a progredire, badando il "quanto basta" al paesaggio e alla natura.

    MpL Comunicazione @ 15:30
    Filed under: News MpL

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