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    Come prima, peggio di prima

    Posted on sabato 29 gennaio 2011

    I sismologi denunciano: nonostante il sisma del 6 aprile 2009, la prevenzione è restata una parola buona solo per i convegni dei politici.  Forte la denuncia dei sismologi contro l’inerzia degli amministratori “disinteressati a politiche di prevenzione serie basate su programmi scientificamente validi”.  Per il fisico Gaetano De Luca, intervenuto a L’Aquila in un convegno, responsabile della rete di monitoraggio sismico abruzzese del Centro Nazionale Terremoti “la censura avvenuta nel 1999, dopo la scoperta di un fattore di amplificazione 10 nella città dell’Aquila (ed in siti geologici con simili caratteristiche), che aumenta la potenza distruttiva di un terremoto anche di medie proporzioni, nei fatti sussiste ancora oggi, in quanto le direttive per la ricostruzione non tengono conto di questo fondamentale parametro”.

    “Si sta ricostruendo – ha detto il sismologo – affinché tutto crolli di nuovo. Nessun politico locale ha inteso, né prima né dopo il 6 Aprile 2009, convocare il responsabile del monitoraggio regionale per valutare attentamente lo stato della situazione”.  Tra i relatori anche il sismologo e vulcanologo Cristian Del Pinto, responsabile scientifico del Centro funzionale Protezione Civile della Regione Molise, che imputa alla classe dirigente locale “una mancata sinergia con quegli esperti che lavorano quotidianamente con il dato sismico, esclusi tra l’altro il 31 Marzo 2009 dalla riunione della Commissione Grandi Rischi, a vantaggio di consulte con figure poco qualificate il cui apporto esula da qualsiasi rigore scientifico. I terremoti attualmente non possono essere previsti. L’unica arma che abbiamo è la prevenzione: la conoscenza del territorio attraverso indagini dettagliate di microzonazione per valutare la risposta del terreno all’onda sismica deve essere alla base di ogni campagna di mitigazione della vulnerabilità degli edifici tramite una messa in sicurezza che non sia solo fittizia”.  “In Molise la rete di monitoraggio locale è stata voluta dall’Istituzione, con delibera di Giunta Regionale n. 1467 del 20 settembre 2006. In Abruzzo,i politici non conoscono neanche l’esistenza di una rete sismica locale”.  “Si deve tener conto – ha concluso – che nei dintorni dell’ Aquilano (dal Sirente a Campotosto) persistono attualmente 8 faglie attive, alcune delle quali in grado di originare eventi di magnitudo anche più elevata di quanto accaduto il 6 Aprile 2009 e latenti da migliaia di anni”.  L’amara verità con la quale nessuno, né politici né cittadini, vogliono fare i conti è che in ampie zone dell’Aquila sarebbe bene non ricostruire, delocalizzando porzioni di città in aree dove il terreno presenta migliori caratteristiche dal punto di vista della risposta sismica. Qualcuno la dirà questa verità, prima o poi?

    MpL Comunicazione @ 23:39
    Filed under: News MpL

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