• Calendario/Archivio

  • settembre: 2020
    L M M G V S D
    « Lug    
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    282930  
    Cineas, Reluis, etc… macinasoldi

    Posted on sabato 7 maggio 2011

    Tre milioni e 600mila euro circa, è quanto incassano mensilmente Cineas e Reluis per esaminare le pratiche per la ricostruzione, lo rende noto Chiodi con l’operazione trasparenza, anche se manca il dato di Fintecna, società dello Stato e non consorzio, e chi sa in quale contabilità o voce risulterà. Va quindi a forfait, la triade, macinando milioni di euro anche quando le pratiche per la ricostruzione leggera sono sostanzialmente finite, mentre quelle per la pesante arrivano nell’ordine delle decine al mese, si gireranno dunque i pollici, i tecnici e gli amministrativi che lavorano nella filiera intorno ai progetti del dopo terremoto, ma la cosa alla comunità terremotata non può e non deve interessare.
    Loro, hanno stipulato le convenzioni direttamente con il Governo, ed è al Governo, che devono rendere conto, perfino la proposta per istituire lo sportello unico, con la triade dall’altra parte a garantire la trasparenza del procedimento al cittadino, è piaciuta poco, come farla poi, se non rivedendo compensi ed oneri, hanno risposto all’amministrazione comunale, che ha provato a combattere questo meccanismo infernale, affatto snello e divora miliardi. In questa giostra confusa, succede che la triade mostra di non avere il controllo sulle pratiche, come non ce l’ha probabilmente il Comune dell’Aquila, e quindi si affrontano i problemi solo quando si presentano. Succede quindi che chi doveva stare per forza dentro un aggregato, all’atto della costituzione del consorzio, l’atto successivo ed obbligatorio soprattutto nei centri storici, non se n’è fatto più niente, perché aveva già fatto i lavori, la triade ne ha tranquillamente istruito le pratiche, esperiti i dovuti controlli, ciascuno per la propria competenza, tecnica, amministrativa e di congruità, per far tornare alla fine la pratica al punto di partenza, cioè al Comune, per il via libera al contributo. Che immancabilmente è stato erogato, nonostante la mancanza del consorzio, e l’impossibilità, mancando il riferimento e l’avallo normativo, a poter fare subito i lavori. Ora l’amministrazione non sa cosa fare, non dice quanti casi di questo tipo risultano, ma scrive alla triade per dirgli, adesso le richieste le dovete prendere ugualmente, con le opportune valutazioni tecnico-economiche, e portare avanti i progetti anche se il consorzio non potrà comprendere chi i lavori già li ha fatti, ma non è detto che la triade lo faccia. Parliamo di gente che spesso lavora in diverse città d’Italia, comunica solo attraverso la rete, e non ha alcun interesse a far volare le pratiche. Anzi.
    Chiodi tace, il Sindaco lamenta il fatto che le pratiche per le "E", qualche decina appunto, sono troppo poche, ma non sa neanche cosa sta succedendo, chi ha già fatto i lavori e perché, mentre è presumibile che con questi intralci, aggregati e consorzi non andranno così speditamente come i cittadini si aspettano, viste le promesse degli amministratori.
    C’è un Sindaco, un Consiglio comunale ed una Giunta, sempre pronti a rivendicare la propria sovranità, contro il regime del commissariamento, ma andando sul pratico non c’è un atto o un’iniziativa davvero importante per L’Aquila. Abusi edilizi da sanare, attraverso la riduzione della fascia di rispetto cimiteriale e modifiche alle norme urbanistiche, per permettere le demolizioni in centro storico, sono gli argomenti che hanno tenuto banco all’ultimo Consiglio, altre proposte sono dello stesso tenore, cioè per l’interesse di pochi o altrimenti non vengono proprio considerate, come quella per introdurre un canone nel Progetto C.a.s.e. e nei Map, dove il consumo dell’acqua ha raggiunto il milione ed 800mila euro, ma ad oggi è il Comune, quindi tutti gli aquilani, a doverlo pagare. C’è quindi l’idea dell’asse centrale, per far ripartire subito il centro storico, evitando però di scendere troppo nei particolari, per far capire a tutti che quel progetto, senza parlare con Chiodi e senza seguire le ordinanze che tracciano l’unico percorso permesso, è del tutto inutile, se non attraverso la modifica delle ordinanze e dei decreti. Alessandra Cococcetta per L’Editoriale
    MpL Comunicazione @ 15:01
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

    Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Privacy policy

    WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com