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    CIMO su Sanit

    Posted on mercoledì 22 ottobre 2008

    La sanità aquilana nel ciclone. Scrive il dr. Sergio Placidi (CIMO). " Che il sistema sanitario a livello regionale sia stato utilizzato non solo come serbatoio di voti ma soprattutto…

    …per foraggiare interessi privati o di partito, è ormai sotto gli occhi di tutti e per questo è sempre più difficile credere che la gestione della sanità a livello locale sia immune dai virus che hanno infettato la regione.
    A livello locale la sanità aquilana può essere paragonata ad un pantano da cui escono scelte gestionali (sulle nomine, sulle grosse attrezzature, sulla distribuzione dei fondi economici contrattuali, sulla programmazione ospedaliera e territoriale, sugli appalti, sulle consulenze, ecc.) spesso incomprensibili se non addirittura opache, forse perché contaminate da interferenze politiche.
    L’imposizione di scelte non condivise, accompagnata dalla mancanza di trasparenza e di chiarezza sulle strategie aziendali, ha finito con il travolgere l’ultimo barlume di orgoglio di lavoratori che, al massimo della demotivazione, ormai lavorano con l’unico obiettivo di uscire indenni da un turno di lavoro. I maldestri tentativi del Manager di difendere certe scelte di fronte all’opinione pubblica, non fanno che acuire il disagio di chi si trova quotidianamente, in primo piano, a rispondere delle inefficienze del servizio e a pagarne di persona le conseguenze.
    Il fatto che sempre più frequentemente escano articoli e documenti sulla sanità aquilana dal tono non certo osannante, la dice lunga sul dissesto del servizio e sul crescente malcontento che serpeggia tra gli operatori della sanità sia pubblica che privata e tra gli utenti del servizio sanitario.
    E in questo pantano neanche i rappresentanti sindacali possono vederci chiaro: da tempo esautorati del loro ruolo di rappresentanti dei lavoratori, vengono convocati rarissime volte e sempre e solo come uditori per asettiche comunicazioni e mai per un confronto costruttivo.
    Nessuno sa con certezza cosa “bolle nella pentola ASL”, anche se sempre più frequentemente nei corridoi aleggiano gli spettri del licenziamento di precari, della riduzione di posti letto, dell’accorpamento di reparti.
    La trasparenza millantata da chi dovrebbe metterla in atto, è solo quella relativa alle riunioni nella stanza dei bottoni con coloro che non sono certo liberi di esprimere pareri “difformi” perché ricattati e ricattabili dal sistema perverso delle nomine.
    E sul bordo di questo pantano i politici locali stanno ancora immobili a guardare, tentando di giustificare ora con la crisi economica o con le esigenze di bilancio le discutibili scelte gestionali che stanno portando inevitabilmente alla implosione, se non alla dismissione totale, della sanità aquilana, cosa che da tempo prevista da molti (vedi documenti Cimo: 13/12/2007; 28/04/2008; 26/05/2008).
    Chi ha seguito, da utente o da semplice lettore di giornale, le vicende della sanità aquilana non può che testimoniare che si tratta di “una morte annunciata” e non può non chiedersi perché i politici locali non hanno dato ascolto alle numerose voci, a volte vere e proprie grida di dolore, che si sono alzate sullo stato della nostra sanità? Perché non sono stati in grado di capire che si trattava di allarme e non di allarmismo?
    Eppure tra loro chi riveste il più importante ruolo programmatico in campo sanitario locale, come più volte ribadito, ha anche specifiche competenze sanitarie e quindi avrebbe dovuto avere una maggiore sensibilità nel saper cogliere i segnali di disagio e di malcontento degli operatori sanitari e una specifica competenza nel capire dove avrebbero potuto portare le scelte gestionali del Direttore Generale della ASL, nominato dalla regione Abruzzo. Perché i politici locali hanno abdicato al ruolo di interlocutori forti sulla sanità e hanno lasciato carta bianca al Direttore della ASL? Anche la loro sordità, come quella di molti utenti, è legata all’impossibilità di fare misure di audiometria presso l’ospedale S. Salvatore? E ora c’è anche il rischio che chiunque possa pescare nel torbido del pantano!".

    MpL Comunicazione @ 20:49
    Filed under: News MpL

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