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    Ciclone continuo

    Posted on domenica 13 gennaio 2008

    MONTESILVANO – L’operazione Ciclone torna a colpire ancora una volta Montesilvano. Questa volta è il mondo imprenditoriale ad essere duramente colpito. Un maxi sequestro patrimoniale è stato, infatti, effettuato dalla squadra mobile di Pescara nell’ambito dell’inchiesta che ha spazzato via l’amministrazione comunale, lo scorso anno, per presunte tangenti. Il sequestro riguarda due palazzine di sette piani in costruzione nella città adriatica e denaro, per un valore totale di circa tre milioni di euro. Si tratta di beni sequestrati a otto dei 33 indagati nell’inchiesta della magistratura, tra cui anche l’ex sindaco Enzo Cantagallo, finito in carcere nel novembre 2006, quando l’operazione Ciclone ha preso il via.

    Tra gli indagati ci sono anche altri ex amministratori comunali nonchè imprenditori che facevano affari col Palazzo di Città. Il sequestro preventivo, disposto dal Giudice per le indagini preliminari, Luca De Ninis, ha riguardato due palazzine in corso di realizzazione in via Di Vittorio, a Montesilvano, comprendenti 85 appartamenti, 5 negozi e 29 garage, e il relativo cantiere, oltre a un milione e 300mila euro in contanti. Per quanto riguarda le palazzine, in parte già vendute, si è ritenuto che il costruttore, Chiavaroli, abbia proceduto ai lavori abusivamente, cioè a seguito di un rapporto corruttivo con l’ex assessore comunale Attilio Vallescura. Un rapporto, questo, che ha consentito al costruttore un aumento di volumetria da 5.850 metri cubi a 17.974 metri cubi. Insomma, una cubatura addirittura triplicata.

    Per quanto riguarda le palazzine il Gip ha ritenuto che le concessioni siano nulle, per cui i fabbricati andranno demoliti. Naturalmente chi ha acquistato casa potrà rivalersi con il costruttore ma certo è un guaio di cui sicuramente avrebbe fatto a meno. Col sequestro di ieri è stato colpito, quindi, il profitto delle corruzioni accertate dagli investigatori e “per la prima volta – ha fatto notare Nicola Zupo -trova applicazione un decreto legislativo che prevede la responsabilità amministrativa delle imprese per i vantaggi derivanti dalla corruzione. Con i sequestri di ieri – ha detto sempre Zupo – dimostriamo che i sequestri preventivi si applicano a tutti, non solo agli zingari, e non è necessario dimostrare che si tratti di beni provento di corruzione ma solo che ci sia una sproporzione tra il valore di questi beni e il reddito dichiarato dagli indagati”. Tra le somme sottoposte a sequestro ci sono 408mila euro dell’ex sindaco Cantagallo, individuati a Dublino e occultati con l’aiuto di una banca. “Per noi – ha concluso Zupo – i sequestri derivanti da corruzione rappresentano un successo, e forse fanno più male delle manette. Se si arriverà alla condonna degli indagati le somme andranno nelle casse dell’erario, a meno che l’amministrazione comunale di Montesilvano non si costituisca parte civile”.

    MpL Comunicazione @ 10:03
    Filed under: News MpL

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