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    Cialente&Pezzopane

    Posted on martedì 29 giugno 2010

    Arriva oggi la conferma del prossimo ingresso della Pezzopane nella sfasciatissima giunta Cialente. Il sindaco conferma l’ingresso, ma non chiarisce i dettagli che pure sono importanti.  L’operazione non sarà infatti semplice: difficilmente la "Donna di Stato e Presidente di Cuore" si accontenterà di deleghe leggere;  qualche assessore del PD vedrà certamente una sensibile limitazione delle sue competenze, con la consueta coda di mal di pancia e polemiche. Le cose sono ulteriormente complicate dal probabile ingresso non transeunte ma in pianta stabile, nella già prolissa ed enfia compagine dirigenziale del Comune,  dell’ex direttore generale della Provincia.  Di Pangrazio,  educato alla scuola di guerra della Pezzopane,  punterà probabilmente al posto di "city manager" con ulteriori scossoni sugli assetti di una dirigenza comunale  in salsa Immota Manet ed adusa all’utilizzo di tattiche da guerriglia vietnamita, con tanto di corredo di trappole ed imboscate.

    Insomma, un ambientino davvero poco raccomandabile, quello del Comune politico ed amministrativo, che sarà semplicemente sconvolto dal quasi certo atterraggio del duo Pezzopane-Di Pangrazio (sarebbe  auspicabile si portassero dietro anche qualche altro o altra dalla Provincia). 

    Bisogna poi capire se e come Cialente potrà sopportare  una tale ingombrante presenza  che,  caratterialmente straripante e mediaticamente esuberante, tenderà rapidamente a sostituirsi allo stesso Sindaco.   Sul piano del cinismo politico, in cui la Lady Assessora  è ben avvezza, alla ex Donna di Stato  converrà "fare finta" di fare  la stampella del Sindaco, ma in realtà lavorare per  accelerare il disfacimento della maggioranza cialentiana, sempre più evanescente, ed andare rapidamente  a nuove elezioni per tentare di replicare il consenso che ha incassato in città alle ultime provinciali. 

    Sarà dura per Cialente andare avanti. Si barcamena abilmente in qualche modo: un giorno piange alla TV, un giorno si accorda con il Governo, un giorno partecipa alle iniziative dei fischiatori.  Cialente governa e fa opposizione, fa troppe cose ma non conclude niente. Il  terremoto ha inferto il colpo di grazia alla già debolissima amministrazione Cialente.  Già prima il sindaco era un manifesto di insipenza polita ed amministrativa, un fantasma politico. Ora è un fantasma politico sindaco di una città fantasma.

    Una crisi irreversibile, quella di Cialente, determinata dalla lunga serie di errori commessi dal sindaco stesso ma pure determinata da forze politiche e strutture dirigenziali  fameliche che hanno smarrito ogni senso  e seppure residuo dell’interesse collettivo. Al punto in cui siamo arrivati, la situazione non è più recuperabile.  La Pezzopane si illude di poter navigare, ma il Comune dell’Aquila è un’infida palude che tutto inghiotte e che nessuno ha avuto il coraggio di bonificare.  La Lady Assessora rischia di essere inghiottita dal gorgo insieme ai suoi fidi scudieri, e sarà solo l’ultimo sacrificio umano dato da Cialente in pasto alla Belva per salvare soltanto se stesso. 

    A nostro parere la Pezzopane proverà ad andare subito alle elezioni, per evitare  l’inevitabile logoramento di due lunghissimi anni di estenuante navigazione nelle mortifere paludi mortifere, popolate di coccodrilli giganti e serpenti velenosi. Cialente, imbattibile in furbizia, vaccinato dalla frequentazione per ben tre anni delle nauseabonde paludi,  proverà invece a governicchiare ancora, turare le falle della barca con le dita, appoggiarsi a qualche consigliere di centro-destra salvo poi smentirlo il giorno dopo, procedere tra un comizio alla TV ed un rimpastino. In qualche modo tirare a campare per un paio d’anni, poi Dio provvede…

    In tale contesto, tra una Pezzopane&Co. rampante ed un sindaco sulla difensiva,  nulla di buono potrà essere fatto per L’Aquila.  Il sindaco non dispone più di una maggioranza,  non sa affrontare l’emergenza, appare nel pallone totale. Escluse le dimissioni, non le darà mai, gli resta una strada stretta ed obbligata: occorre darsi da fare per  puntellare ed allargare l’area del consenso nel Consiglio comunale, con le strutture commissariali e tra la gente. 

    Nelle prossime settimane vedremo ogni sera  Cialente a TV1,  entrare prepotentemente nella nostra minestra a richiamare gli alleati al "senso di responsabilità", ad annunciare "progetti strategici 2020", a scaricare tutte le colpe sugli altri, a declamare in scontato politichese. Che tristezza,  che indigestione!

    La musica della piccola politica aquilana è sempre la stessa, anche dopo l’immane tragedia.  La questione ora è: ma il centrodestra aquilano che cavolo vuole fare da grande?  Si sta lavorando ad un candidato sindaco forte e credibile? A noi non pare.  Campa cavallo che l’erba cresce. Immota manet, di qua e di là. Tutti  pazziano, L’Aquila affonda.
    MpL/Com


    MpL Comunicazione @ 13:26
    Filed under: News MpL

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