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    Cialente prigioniero

    Posted on sabato 31 gennaio 2009

    E così il sindaco è in ritiro a casa, prigioniero della sua ex maggioranza. L’ennesima crisi politica, dunque, sconvolge la debolissima amministrazione Cialente. Una crisi determinata dalla lunga serie di errori commessi dal sindaco ma determinata pure da forze politiche fameliche che hanno smarrito ogni senso seppure residuo dell’interesse collettivo. 

    Al punto in cui siamo arrivati, la situazione non è più recuperabile. Il sindaco  certo può governicchiare ancora, turare le falle della barca con le dita, procedere tra un’intervista alla fedele TV1 ed un rimpastino, ma nulla di buono potrà essere fatto per L’Aquila.  Il sindaco non dispone più di una maggioranza, è nei fatti, e quindi dovrebbe dimettersi.

    Ma difficilmente lo farà. Ed allora la sua strada è stretta ed obbligata: occorre darsi da fare per allargare l’area del consenso nel Consiglio comunale. 

    Passerà almeno tutto il febbraio tra tattiche di segreteria e personali, tra "sì però" e "ma anche", tra  "concertazione larga" e "deleghe riviste", tra "rotazione dei dirigenti" e "necessità di condividere le scelte".  Vedremo ogni sera Riga a TV1 entrare prepotentemente nella nostra minestra a richiamare gli alleati al "senso di responsabilità", ad annunciare "progetti strategici", a declamare in scontato politichese….

    I problemi dell’Aquila, statene pure certi,  possono aspettare: ora è l’ora del bilancino.  C’è chi reclama spazio e poltrone.  E Cialente deve cedere, se non ha il senso di responsabilità di dimettersi (e non ce l’ha altrimenti si sarebbe dimesso dopo la muccata di Piazza d’Armi).   La musica della piccola politica aquilana è sempre la stessa. Socialisti, sinistra democratica, Udeur, centristi, sinistri, ecc., vogliono un assessore. Se ne avranno uno, subito dopo ne vorranno due.  Il PD  (partito donatori?) sarà sacrificato e dovrà rassegnarsi a rinunciare a due poltrone almeno, ma non senza polemiche e strascichi. L’Italia dei Valori resterà a guardare per aumentare il proprio bottino elettorale, ripetendo all’infinito lo schema della politica cannibale inventato da Di Pietro. 

    Insomma, Cialente vuole sopravvivere e quindi dovrà dare spazio agli "aghi della bilancia".  Si tratta di personaggi che si appoggiano ad una sigla e si organizzano sul territorio per gruppuscoli e clientele personali, capaci di candidarsi “ora di qua, ora di là” a seconda delle convenienze, senza scrupoli e badando solo al sodo (ovvero potere ed incarichi).  E gli “aghi della bilancia” sosterranno Cialente così come la corda sostiene l’impiccato, pronti a stringere il nodo non appena sarà per loro opportuno e conveniente. Una specie, quella degli “aghi-della-bilancia”, praticamente invulnerabile,   che usa trascorrere buona parte della propria esistenza rinchiusa nelle tane, nell’attesa del tempo giusto. Ora Cialente è debole. Sentono forte l’odore del cibo, si svegliano ed escono, partecipano a tutti i tavoli ed a tutte le trattative, giocando al rialzo della posta,  vendendosi senza pudore al miglior offerente.

    Lealtà e rispetto nei confronti degli elettori vorrebbero che  Cialente  isolasse gli “aghi-della-bilancia”,  invece di giocare con loro e tentare di accaparrarseli lanciando promesse, cordicelle e ciambelle di salvataggio.  Cialente nell’ansia di sopravvivere a tutti i costi, costi quel che costi, questa volta rischia di proporre rimedi peggiori dei mali.  Troppa la zavorra. Pochi i numeri per governare. 

    Cialente dimettiti e fai quel che in privato prometti: metti una bancarella in piazza e distribuisci tutte le carte del Comune. Almeno quelle che si possono dare. Sono carte interessanti e gli aquilani dovrebbero conoscerle.

    Piero Carducci

    MpL Comunicazione @ 11:58
    Filed under: News MpL

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