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    Cialente è più debole

    Posted on lunedì 5 marzo 2012

    Suscita perplessità e sconcerto la lettura dei quotidiani locali, oggi all’Aquila, quasi appiattiti sull’autocompiacimento di Cialente.   “Ho meritato 30 e lode” si è detto l’uscente da solo commentando il risultato delle primarie ed ha aggiunto addirittura che questo risultato legittima i suoi cinque anni di governo della città.

    Sorprende il fatto che a fronte di queste palesi mistificazioni, quasi nessuno eserciti il benché minimo spirito critico, limitandosi la stampa a riportare i deliri narcisistici del sindaco-che-non-c’è.   Eppure sono molte le cose che si sarebbero dovute dire e si possono dire su queste primarie farsa.

    In primo luogo, il numero dei votanti è stato circa la metà del 2007, con palese disamoramento degli aquilani nei confronti dello strumento in tempi di ricostruzione mancata. Una tendenza, quella alla riduzione del numero dei votanti, in completa controtendenza rispetto alle altre città dove le primarie si sono tenute e sono state serie: a Genova, a Palermo, etc., il numero dei cittadini partecipanti al test pre-elettorale cresce in maniera esponenziale, mentre all’Aquila dimezza, e questo pure deve significare qualcosa.

    In secondo luogo, nessuno ha notato che tra 2007 e 2012, Cialente ha perso per strada molti pezzi della sua ex maggioranza.  Alle primarie 2012 non hanno partecipato l’Italia dei Valori, i movimenti civici, Rifondazione Comunista, ecc.  Il dissenso nei confronti di Cialente si è coagulato nella decisione di candidare sindaci alternativi al primo turno, candidati come Angelo Mancini ed Ettore Di Cesare. Di che vittoria canta Cialente? Della vittoria di Pirro, a noi pare, ovevro di una vittoria che viene celebrata sulle macerie della sua ex maggioranza e sulle macerie della città diruta, dove la ricostruzione non parte pure per clamorose responasbilità del sindaco uscente (basti pensare alla vergognosa vicenda del Piano di Ricostruzione).

    Le primarie pantomima 2012 sono servite soltanto a legittimare Cialente dentro al suo stesso partito, il PD, dove stava maturando la candidatura Lolli. Anche questo hanno dimenticato tutti?  E allora lo ricordiamo noi: il 24 ottobre 2011  si  tenne a Roma una riunione di vertice nella quale fu deciso di candidare Giovanni Lolli in luogo di Cialente.   Si è acceso allora uno scontro quasi  tutto interno alla casa PD.  Una parte del PD locale e diversi partiti della maggioranza liquefatta del Sindaco,  non è certamente un mistero, non volevano  Cialente, e diversi dirigenti nazionali del partito avrebbero provato a convincere Cialente a fare un passo indietro.  Nessuno ricorda stranamente  il comunicato di fuoco di Cialente, dove il sindaco silurato scriveva: “Smentisco categoricamente che andrò a fare il sottosegretario a Roma o che il partito possa offrirmi un Cda di prestigio. Non coprirò mai incarichi che non passino attraverso il confronto elettorale”.

    Con un Cialente attaccato alla poltrona, Lolli ha  fatto responsabilmente un passo indietro. Si decide allora di fare le primarie ed il Pd  presenta il solo Cialente, al quale viene contrapposto, dall’area vendoliana,   Vittorio Festuccia.  Ma spunta un altro inatteso pretendente: l’avv. Calderoni,  ma con dubbie motivazioni – per non dire barocchi artifizi – viene brutalmente fatto fuori.  Risultato: Calderoni non può fare  le primarie, ma gli viene offerto di fare il candidato nella lista di Cialente (Calderoni li manda giustamente a spigolare…).

    Risultato: le primarie 2012 sono servite soltanto a legittimare Cialente dentro al “suo” dubbioso partito, il PD. Punto e basta.   Il buon Festuccia non si è accorto che il gioco serviva esclusivamente a legittimare Cialente: l’esito era scontato, avendo solo le truppe di SEL in suo appoggio !  Quando è stato chiaro che Mancini (IdV), Di Cesare (lista civica) ed altri (come Rifondazione) non avrebbero partecipato alle primarie, il buon Festuccia avrebbe dovuto fiutare la trappola e sganciarsi, evitando così di legittimare il sindaco-che-non-c’è.

    Siamo perlatro certi che, al primo turno, buona parte degli elettori di Festuccia non voteranno Cialente. Ed al primo turno si manifesterà tutto il dissenso, quello vero, nei confronti del sindaco uscente, l’uomo che si dice da solo di non sbagliare mai e che si è pure autoattribuito un  “30 e lode”….

    MpL Comunicazione @ 19:47
    Filed under: News MpL

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