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    Cialente Mida

    Posted on sabato 18 ottobre 2008

    La leggenda narra che Re Mida trasformasse in Oro tutto quel che toccava. Cialente non è Re Mida. Neanche Benedetti è Re Mida. Neanche Riga è Re Mida. Lo abbiamo ben capito dopo più di un anno di (non)governo della città. Quel che toccano invece di diventare oro, diventa altro. Hanno toccato la legge per L’Aquila Capoluogo, e tacchete, la legge è stata fulminata. Hanno toccato il Comune, e tacchete, non funziona quasi più niente.

    Una strana maledizione colpisce tutto quel di cui si occupano.  I nostrani  Re Mida non riescono a fare quasi nulla di significativo, non combinano granché per questa decadente città, non riescono a gestire i problemi indubbiamente complessi dell’Aquila. Potremmo quasi dire che le cose funzionano nella misura in cui non se ne occupano… 

    Ora è successo che i nostri eroi si sono occupati, ahimé, pure della Metro. Ed anche in questo caso è stato (ma è un caso?) un vero disastro. Dopo più di un anno non sono riusciti a cacciare un ragno dal buco, e quasi quasi dobbiamo pure restituire i 12 mln di euro dati dal Governo per la Metro aquilana. Pare non ci siano più. Il Comune dell’Aquila non è riuscito, in oltre un anno, a presentare un progetto esecutivo, credibile ed alternativo, rispetto all’attuale tracciato per Via Roma, impraticabile.  Ed ora il disastro. O si smantella tutto o si dovranno aumentare le tasse comunali. Si dovranno finalmente tagliare le spese correnti  per la corte del Sindaco e per quella dei suoi benedetti.  Ma probabilmente non si potrà completare la Metro, mentre le riserve per il contenzioso e per Iannini crescono, crescono, crescono… Si  potrebbero reperire finanziamenti alternativi, magari di fonte comunitaria. Ma, come sappiamo, il nostro Comune non parla l’inglese e non è di casa a Bruxelles.

    Insomma, l’affare s’ingrossa. Sempre in peggio, però.

    Cialente dovrebbe dimettersi. Non ha combinato quasi niente. I suoi piccoli Re Mida al contrario non sono da meno, nel combinare casini. La misura è colma. L’incapacità ad amministrare palese ed acclarata. L’Aquila è nel fosso: manca solo qualcuno a buttare qualche palata di terra. Chissà se ci penseranno i benedetti di Cialente. Però mi dicono che c’è una speranza: pare che Riga stia lavorando al Piano Strategico 2020.  Nel 2080, ci assicurano gli strateghi, L’Aquila sarà fuori dal tunnel buio. Andiamo a dormire tranquilli. Per fortuna che c’è Riga ed il suo Piano 2020, ed il suo PUM ed il suo PAC ed il suo PET ed il suo PIC ed il suo…… ridiamo per non piangere.

    E.T.

    MpL Comunicazione @ 07:08
    Filed under: News MpL

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