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    Cialente, dimettiti

    Posted on venerdì 25 luglio 2008

    L’Aquila è una città sepolta dall’incuria. Immondizia ovunque. Marciapiedi rotti. Verde pubblico disastrato. Un Sindaco che non sa governare, esponente di un partito dove sono rimasti in pochi. I vertici, quasi tutti in galera. Del Turco, Cesarone, Quarta, Boschetti, ecc. ecc….E chi non è in galera è inquisito.  Un Sindaco che si permette pure di filosofare e di fare ironia, sempre ovviamente alla sua TV del cuore con la sua giornalista preferita (sempre la stessa).  Questo sarebbe  il tempo della tragedia, dell’autocritica, non dell’ironia. Sarebbe il momento di riflettere sul fallimento della classe dirigente del Partito Democratico. Fallimento di governo e per molti pure morale. La presunta superiorità etica della sinistra ne esce distrutta. Pure Marini ne esce male: gli uomini dell’ex presidente del Senato hanno una particolare vocazione per finire inquisiti oppure sono molto sfortunati. Con il  Del Turco politico muore pure il complesso dei migliori che aveva sempre difeso la sinistra italiana dal sospetto di essere uguale alla destra. Muore la convinzione degli snob diessini e sinistrorsi di essere il Gallo della Checca: una bestia destinata a primeggiare perché migliore da tutte le altre del pollaio politico.

    E poi, viviamo un luglio opaco come non mai all’Aquila. Pochi turisti girano in città, senza sapere che fare. Nessuna iniziativa, nessun evento, il nulla pneumatico. I locali, quasi tutti chiusi. Pure il Welcome point è chiuso, unico punto informativo per chi arriva in città (e certamente non tornerà). Nell’attesa che venga varato il pretenzioso "Piano Stategico 2020" la città è ferma e l”amministrazione comunale è nel caos. I cantieri sono fermi, manca il piano regolatore e finanche la demuscazione non è stata fatta. Forse il piano strategico di Cialente e vari benedetti ha dimenticato le mosche e le zanzare che, mai come quest’anno, imperversano tormentando le notti degli aquilani. In effetti le uniche forme animali contente di Cialente sono proprio le zanzare, che zumpettano allegramente sui corpi ignudi succhiando sangue di quà e di là. Basta un temporale per mandare in tilt la città. Sulla metro è notte fonda. Il Sindaco non sa che pesci pigliare (è sprovvisto di reti e tecniche di pesca). E poi, la città è sporca, piena di buche, impresentabile.  E dopo lunghi lavori e soldi spesi ora la bretella della Fontana Luminosa – per la cronaca ancora chiusa – potrà essere aperta solo a senso unico: utilità prossima allo zero.  Un anno di governo Cialente. Poca umiltà, tanta arroganza. Pochi fatti, tante chiacchiere. Cialente ed i suoi benedetti sono riusciti pure a ostacolare una cosa buona che si stava facendo per la nostra città: la legge speciale, impallinata e morta. Nessun problema di rilievo risolto, tante importanti promesse mancate…

    Quale enorme delusione per gli aquilani!  Quante speranze svanite, quante attese smentite, quante promesse violate. Cialente è chiaramente in difficoltà, e questo lo vediamo tutti. Fare il Sindaco non è proprio il suo mestiere, e anche questo è evidente a tutti.

    Ma il problema vero è che rifiuta pure ogni possibile aiuto e risorsa. E’ sotto gli occhi degli aquilani  che Cialente in questo primo anno di governo della città ha concluso poco o nulla. A Palazzo di città regna la confusione amministrativa e l’assenza di indirizzo politico. In molti continuano a contare sul senso di responsabilità del Sindaco e sperare nelle sue dimissioni spontanee. Bisogna però capire se Cialente dispone di quella minima capacità di autocritica tale da suggerire alla sua coscienza il nobile gesto di prendere atto di un irreversibile fallimento. 

    Il rischio vero è di continuare in questo andazzo grigio per altri quattro anni, quattro eterni anni.  Giunti a quel punto,  sarà difficile risollevare la città dal precipizio buio dove sarà ormai precipitata.

    Cialente, dimettiti. Per il bene dell’Aquila ascolta questo accorato appello.

    MpL Comunicazione @ 18:54
    Filed under: News MpL

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