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    Vergognati e dimettiti

    Posted on venerdì 10 ottobre 2008

    Può un Sindaco permettere lo scempio della sua città? Può un Sindaco assistere alla sistematica spoliazione dell’Aquila senza battere ciglio, ed anzi partecipando dello stesso partito che lo scempio sta compiendo? Può un Sindaco assistere al trasferimento di uffici e funzioni direzionali della sua città verso Pescara senza dire nulla? Può un Sindaco permettere ai vertici del Partito Democratico (D’Alfonso e Roselli) di realizzare in Pescara nuovi e magnificenti sedi della Regione che rappresenteranno la fine dell’Aquila Capoluogo? Può un Sindaco infastidirsi e bollare come "campanilisti"  quelli che gli ricordano come, in questi casi, la città debba essere difesa anche con azioni forti e clamorose?

    La risposta è sì. Se il Sindaco è Massimo Cialente tutto si può fare per distruggere L’Aquila. Se poi il Sindaco è Massimo Cialente e la presidente della Provincia e del Partito Democratico è Stefania Pezzopane, tutto si può e si deve fare contro L’Aquila.

    Provate a fare a Campobasso o a Terni o a Potenza, quel che il PD sta facendo dell’Aquila, e vedrete i sindaci e le istituzioni imbracciare i forconi (in senso figurato). All’Aquila mentre D’Alfonso&Roselli ci depredano della regione,  Cialente e Pezzopane parlano d’altro, come se il trasferimento progressivo degli uffici regionali a Pescara fosse un fatto che non li riguarda….

    Cialente, dimettiti. L’Aquila è una città morente. Mentre tu pensi al trastullo del Piano Strategico 2020, il PD si prende la Regione per Pescara subito, senza aspettare il 2020. Eppoi L’Aquila è sepolta dall’incuria, ammorbata dal traffico, sempre più sporca, povera, emarginata. Immondizia ed erbacce ovunque. Marciapiedi rotti. Verde pubblico disastrato. Un Sindaco che non sa governare, esponente di un partito dove sono rimasti in pochi. I vertici, quasi tutti agli arresti. Del Turco, Cesarone, Quarta, Boschetti, ecc. ecc….E chi non è in galera è spesso inquisito.  Un Sindaco che si permette pure di filosofare e di fare ironia, sempre ovviamente alla sua TV del cuore con la sua giornalista preferita (sempre la stessa). 

    Questo sarebbe  il tempo della tragedia, dell’autocritica, non dell’ironia. Sarebbe il momento di riflettere sul fallimento della classe dirigente del Partito Democratico. Fallimento di governo e per molti pure morale. La presunta superiorità etica della sinistra ne esce distrutta. Pure Marini ne esce male: gli uomini dell’ex presidente del Senato hanno una particolare vocazione per finire inquisiti oppure sono molto sfortunati. Con il  Del Turco politico muore pure il complesso dei migliori che aveva sempre difeso la sinistra italiana dal sospetto di essere uguale alla destra. Muore la convinzione degli snob diessini e sinistrorsi di essere il Gallo della Checca: una bestia destinata a primeggiare perché migliore da tutte le altre del pollaio politico.

    E poi, viviamo una stagione opaca come non mai all’Aquila. Pescara piglia tutto (del resto la mente del PD è là, noi abbiamo solo i manutengoli). A Pescara c’è D’Alfonso, all’Aquila c’è Riga (ed abbiamo detto tutto).

    Nell’attesa che venga varato il pretenzioso "Piano Stategico 2020" la città è ferma e l’’amministrazione comunale è nel caos. I cantieri sono fermi, manca il piano regolatore ed il caos sembra quello di Singapore (ma solo il traffico). 

    Più di un anno di governo Cialente. Poca umiltà, tanta arroganza. Pochi fatti, tante chiacchiere. L’Aquila viene spogliata, Cialente tace. Cialente ed i suoi benedetti sono riusciti pure a ostacolare una cosa buona che si stava facendo per la nostra città: la legge speciale, impallinata e sepolta.

    Nessun problema di rilievo risolto, tante importanti promesse mancate…

    Quale enorme delusione per gli aquilani!  Quante speranze svanite, quante attese smentite, quante promesse violate. Cialente è chiaramente in difficoltà, e questo lo vediamo tutti. Fare il Sindaco non è proprio il suo mestiere, e anche questo è evidente a tutti.

    Ma il problema vero è che rifiuta pure ogni possibile aiuto e risorsa. E’ sotto gli occhi degli aquilani  che Cialente ha concluso poco o nulla. A Palazzo di città regna la confusione amministrativa e l’assenza di indirizzo politico. In molti continuano a contare sul senso di responsabilità del Sindaco e sperare nelle sue dimissioni spontanee. Bisogna però capire se Cialente dispone di quella minima capacità di autocritica tale da suggerire alla sua coscienza il nobile gesto di prendere atto di un irreversibile fallimento. 

    Il rischio vero è di continuare in questo andazzo grigio per altri quattro anni, quattro eterni anni.  Giunti a quel punto,  sarà difficile risollevare la città dal precipizio buio dove sarà ormai precipitata.

    Cialente, dimettiti. Prima vergognati di come stai riducendo L’Aquila, poi dimettiti senza indugio. Per il bene dell’Aquila ascolta questo accorato appello.

    MpL Comunicazione @ 10:00
    Filed under: News MpL

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