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    Cialent Craxi

    Posted on lunedì 28 gennaio 2008

    Ieri su un quotidiano locale il Sindaco Cialente si è detto contrario all’intitolazione di una strada a Bettino Craxi, peraltro già decisa dalla precedente giunta comunale. Nel manifestare la sua contrarietà, Cialente ha fatto uno strampalato discorso sul "furto delle mele" – molto pesante nei confronti della memoria di Craxi –  che certamente darà luogo ad aspre polemiche nei prossimi giorni. Quindi già ieri sera è intervenuto Pietro Di Stefano, dirigente del Partito Democratico, il quale da un lato bacchetta Cialente e dall’altro – caso unico e davvero strano – si preoccupa (anticipatamente) di fermare le possibile polemiche che non sono ancora scoppiate….forse perché Cialente, questa volta,  le ha dette davvero grosse. Comunque vediamo cosa dice Di Stefano : "Spero ci si possa fermare un attimo – scrive Di Stefano – prima che parta la solita polemica intorno ad una figura politica che, comunque la si pensi, ha inciso notevolmente nella storia italiana. Vorrei evitare la querelle sulla intitolazione o meno di una strada a Bettino Craxi come fatto che riproduca giudizi estemporanei sulla sua non semplice personalità politica. Noi infatti, per fasi molto complesse, non dobbiamo farci trascinare in questioni fuori dall’analisi politica, tentando di capire la figura e l’agire come ormai da anni gli studiosi stanno facendo. Io sono contro giudizi sommari che possono soddisfare la propaganda ma non assolvono al compito di rimettere insieme le anime e la storia di questo nostro paese. Bettino Craxi era un riformista che aveva in mente un modello moderno della società, una visione innovativa dello Stato e ben aveva intuito la fine del sistema e la necessità di spendersi in riforme indispensabili e improcrastinabili per l’Italia.
    Tuttavia la sua figura è anche legata al ricordo di una fase politica che negli anni ottanta, con il CAF e il pentapartito, fece saltare i conti dello Stato e impresse un indirizzo che sfociò in quello che dai più viene ricordato come il periodo di tangentopoli.  Però il politico non può essere liquidato in questo modo, per quello che seppe rappresentare per l’Italia a partire da Sigonella e per la questione palestinese.  E’ un compito che non tocca solo agli storici ma anche alla sinistra italiana giacché credo che essa saprà ritrovare il senso di un agire comune se anche la questione Craxi non sarà più liquidata in modo sommario ed emotivo ma gli sia restituita la dimensione storica che gli appartiene".

    Certamente la cosa non finirà qui…..

    MpL Comunicazione @ 16:55
    Filed under: News MpL

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