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    Chiodi tace

    Posted on domenica 5 aprile 2009

    Dopo i vari interventi di Lucci, Lombardi, Ximenes, Palmerini, Ruggeri, De Santis e quant’altri, ci sia riconosciuto almeno il merito, di aver scoperchiato una pentola a pressione, che lasciata ancora un po’ in ebollizione (nel senso di ulteriori indebitamenti), avrebbe avuto una sicura deflagrazione devastante, tanto da non poter più correre ai ripari. Il dibattito è appena iniziato, ma sarebbe il caso che chi ha determinato questi disastri gestionali, abbia almeno l’umiltà di cospargersi il capo di cenere, invece di inveire contro chi, come noi, ha messo in evidenza le colpe di una gestione scellerata. E a nulla vale parlare dell’attività culturale svolta, che nessuno ha messo in dubbio (almeno sin’ora), se non si intavola un’ampia ed approfondita discussione, su una gestione economica di fondi pubblici scellerata.Chiodi

    Il dibattito è appena iniziato, e non ci meraviglia affatto che molti si siano ritirati nel proprio cantuccio, in modo che nessuno parli delle marachelle commesse nelle proprie botteghe, si è tentato addirittura di isolarci, come se una grandiosa cupola avesse l’interesse di coprire il tutto, ma sappiano "lor signor", che non ci riusciranno: il dibattito sulle istituzioni culturali, sulle loro attività e bilanci, per noi è solo all’inizio.

    A questo punto è bene che i panni sporchi (perché di questo in fondo si tratta) siano lavati con trasparenza, in piazza, alla luce del sole, in modo che in futuro si possa nuovamente pensare di produrre cultura con sistemi nuovi, con forze nuove e con idee nuove, abbandonando il vecchio schema della gestione di famiglia, dei compensi milionari, contando esclusivamente sui finanziamenti pubblici.

    Non meraviglia affatto che Cialente, non abbia sentito il dovere di far sentire la sua voce, nella duplice veste di Sindaco della Città e di presidente dell’Accademia dell’Immagine, stesso discorso, vale per la sig.ra Annamaria Ximenes che invece di sprizzare veleno e bile da tutti i pori, farebbe bene a rassegnare le proprie dimissioni. Ovviamente da assessore alla Cultura.

    E quel che è peggio, se peggio può ancora esserci in questo desolante dibattito (culturale?), è il fatto che il presidente regionale Gianni Chiodi ed il competente assessore Mauro Di Dalmazio, non si siano ancora degnati di dare un segnale ai cittadini abruzzesi sulla vicenda Accademia, su come intendano portare avanti la politica culturale, e su come intendano spendere i fondi, destinati alle attività culturali della Regione Abruzzo.

    Peppe Vespa (L’Editoriale)

    MpL Comunicazione @ 08:34
    Filed under: News MpL

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