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    Chiodi realismo

    Posted on mercoledì 21 gennaio 2009

    Dopo  gli slogan, dopo le promesse, dopo le celebrazioni, dopo le defatiganti trattative per la giunta,  si presenta con drammatica evidenza la dura realtà dei fatti.  L’economia va male,  l’Abruzzo sta peggio degli altri anche perché ingessato dal debito sanitario.

    Oggi Chiodi è stato onesto: se il governo non ci consentirà maggiiore elasticità nella gestione del debito, ha detto il presidente, sarà davvero difficile governare l’Abruzzo.

    La nostra regione  soffre come tutti delle difficoltà generali, ma soprattutto patisce il macigno del debito, una vera palla al piede che imporrà enormi sacrifici in futuro.  Forse addirittura nuove tasse, ad oggi non scongiurate.  La nostra economia sta rallentando, più rapidamente del previsto, per effetto di vari fattori: la debolezza del settore delle costruzioni, la paralisi dell’amministrazione regionale,  la crisi dell’export delle grandi imprese esogene (Sevel, Micron, ecc.). 

    Se non cresce la produttività media del sistema  regionale, ogni variazione dei prezzi delle materie prime si ribalta sull’aumento dei prezzi finale. Il che significa meno competitività ed inflazione più persistente.  Occorre poi tener presente il fatto che la crisi dei mutui USA è tutt’altro che finita. Una crisi diversa dalle precedenti, per molti fatti incognita, nata e sviluppata al cuore del sistema finanziario internazionale. 

    E ci saranno ancora scossoni tutt’altro che indolori.  E questo è un  grosso problema per le economie indebitate, come quella abruzzese, che pagherà a carissimo prezzo il rimborso del debito sanitario.

    Insomma in Abruzzo abbiamo consumi in calo, alti debiti, bassi investimenti, bassa produttività, casse regionali vuote.  Come stimolare la crescita in queste condizioni?  La strada da percorrere non è semplice e Chiodi  lo sa benissimo.    Per recuperare potere d’acquisto e competitività bisogna far calare i prezzi dei prodotti venduti con poca concorrenza.  Bisogna dunque incidere sul sistema distributivo, sui monopoli, in particolare quelli locali (come nell’elefantiaco  settore dei trasporti).

    In molti casi i nostri prezzi (per beni e servizi) sono più elevati di quelli italiani e degli altri paesi europei. È su quel fronte che si possono ottenere vantaggi per i cittadini.  Importanti recuperi di efficienza sono possibili nell’apparato amministrativo regionale, nelle società controllate  e negli enti strumentali: un apparato enorme, per buona parte inutile e costoso.  

    L’Abruzzo deve tagliare le spese inutili, riordinare la sanità e gli enti, allungare il rimborso del debito sanitario, ed investire massicciamente in produttività.

    Questa è la ricetta e bene ha fatto Chiodi a chiedere subito al Ministro Sacconi la rinegoziazione del debito sanitario. 

    Entro un paio d’anni potremo essere fuori dal tunnel. La ripresa della crescita dipende pure da fattori esterni, come l’andamento del prezzo del petrolio e la ripresa americana, fattori sui quali l’Abruzzo ovviamente non può fare nulla.  Ma dipende molto dalla nostra capacità di reazione. Questo è il momento di ristrutturare, investire, innovare, ridurre la spesa regionale improduttiva, tagliare enti inutili, aumentare la produttività di sistema, investire sui giovani e sui talenti.

    E’ arduo il compito di Chiodi:  riprendere il percorso dello sviluppo in una situazione molto difficile. Ma si può fare.

    Piero Carducci

    MpL Comunicazione @ 19:07
    Filed under: News MpL

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