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    Chiodi non fa sconti

    Posted on domenica 4 gennaio 2009

     «Cercheremo di non mettere nuove tasse, ma perché ciò sia possibile il 2009 dovrà essere un anno di lacrime e sangue, con riduzione della spesa pubblica e fondi soltanto alle imprese e al sociale, perché l’obiettivo è uscire al più presto dal tunnel a cominciare dal piano di rientro della sanità». E’ una realtà che non dà alternative quella che Gianni Chiodi, governatore neoletto, offre agli abruzzesi nel giorno del suo insediamento a Palazzo Centi, ieri mattina.

    Un passaggio burocratico breve: saluto veloce ai dirigenti della Presidenza, promulgazione della legge che cancella la normativa su portaborse, precari e promozioni facili, poi la conferenza stampa alla ”Castellina” (oggi Sala Troilo). Un’ora esatta per rispondere alle domande dei giornalisti e presentare la sua ricetta per la Regione: sacrifici e misure non tutte popolari, tagli alla spesa ma non per iniziative di qualità e in particolare le attività culturali, no alla chiusura dei piccoli ospedali, ma sì alla loro trasformazione «perché non dovranno esserci più doppioni e perché non si tratta di una scelta politica, ma di una necessità». E sacrifici dovrà farne anche la politica «che non riscuote più la fiducia dei cittadini»; perciò tagli anche ai privilegi di consiglieri e assessori regionali. Riduzione della spesa «perché l’alternativa è quella di mettere le mani in tasca agli abruzzesi, il che è inaccettabile».

    «Che la situazione dei conti della Regione Abruzzo sia disastrosa -dice Chiodi- lo hanno ammesso tutti, durante la campagna elettorale. Quindi non faremo il balletto che c’è stato ogni volta che sono cambiate le amministrazioni, per dire che siamo stati lasciati in una situazione disastrosa. L’unica via che abbiamo davanti è quella di risanare, e il risanamento sarà il nostro compito principale, facendo di tutto per evitare altre tasse». Chiodi non ha escluso «proteste o manifestazioni di malessere», ma ha lanciato un avvertimento: «Fino ad oggi non c’è stata consapevolezza, da parte di politici e dirigenti, che sono sul ponte del Titanic che sta per affondare. Dunque devono acquisire questa consapevolezza, e soprattutto eliminare un retaggio: vale a dire continuare a credere che le cose non possono cambiare e che resteranno così per sempre. E’ questo modo di pensare che bisogna scardinare. Perciò tutti coloro che hanno queste incrostazioni culturali non sono più adeguati ai tempi, siano essi politici o dirigenti. C’è chi pensa che nulla potrà cambiare perché le cose, qui da noi, sono andate sempre in un certo modo. Ebbene, chi pensa così è al di fuori della realtà e sta per affondare con tutto il Titanic. Ci accorgeremo presto se c’è o meno una classe politica capace di avere un comportamento nuovo, così come vedremo se esiste una classe di dirigenti regionali in grado di affrontare la complessità dei problemi». E qui l’avvertimento è diventato più esplicito e diretto: «Diciamocelo chiaro e tondo: bisogna far fuori chi pensa che, tanto, nulla cambierà. Queste persone sono assolutamente inadeguate a gestire la cosa pubblica». Dopo aver detto “no” ad «aspettative fondate sulla contiguità con la politica», Chiodi ha aggiunto: «I partiti sono importanti, ma soltanto se in grado di assolvere il loro ruolo, altrimenti sarà il presidente a farlo». E nel primo Consiglio regionale renderà pubblico un codice etico «a cui mi atterrò per tutta la legislatura». Ha esaltato la meritocrazia e bocciato le conflittualità del passato tra Giunta e Consiglio affermando di voler creare un clima ritrovata collaborazione. E, rispondendo a una domanda precisa: «Al posto di D’Alfonso confermerei le dimissioni da sindaco».

    Il governatore neoeletto ha confermato il “no” al Centro Oli di Ortona e il “sì” agli inceneritori: «La prima cosa che farà il nuovo Consiglio sarà abolire la norma che blocca la costruzione di inceneritori fino a quando la raccolta differenziata non avrà raggiunto il 40%» (immediata la replica di Rifondazione: «Chiodi è in perfetta continuità con Del Turco che fu costretto da noi a fare marcia indietro sui termovalorizzatori»). E ancora: «Vedremo se sarà possibile restituire i bus gratuiti agli invalidi. Ma, attenzione: anche il welfare deve essere meritocratico». “Sì” anche allo spoil-system «ma chi ha meritato resterà al suo posto». E sulla legge che abolisce le assunzioni di portaborse e precari: «L’ho firmata volentieri. L’accesso a un posto pubblico deve avvenire di norma attraverso un pubblico concorso».

    Giancarlo De Risio (per il Messaggero Abruzzo)

    MpL Comunicazione @ 16:11
    Filed under: News MpL

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