• Calendario/Archivio

  • ottobre: 2019
    L M M G V S D
    « Set    
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    28293031  
    Chi paga?

    Posted on domenica 3 agosto 2008

    Il 31 luglio si è tenuto all’Aquila un Consiglio regionale straordinario con un solo punto all’ordine del giorno: l’abrogazione di una parte della legge elettorale, la cosiddetta norma antisindaci. Un Consiglio formalmnte richiesto dal Partito Democratico, ma fortemente voluto dal solo sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, che continua a coltivare la voglia di candidarsi.

    Il Consiglio, come era facile prevedere, si è concluso in un nulla di fatto. Tutti a casa senza aver deciso nulla. Una vera vergogna. Un Consiglio regionale inutile, quindi dannoso. Il nulla di fatto con cui si è concluso il Consiglio straordinario del 31 luglio  è costato 12 mila euro di rimborsi. Pagati da noi, con le nostre tasse. Roba da pazzi.

    Ma la cosa pù grave è un’altra: il Consiglio non doveva proprio essere convocato. Infatti, la scorsa settimana il presidente vicario Paolini aveva inviato una lettera al Ministro per gli Affari regionali, Fitto, ponendo una serie di questioni sui poteri della giunta e del Consiglio, oltre che sulla data delle elezioni (vedi precedenti notizie). Quindi il Presidente del Consiglio Roselli, prima di convocare il Consiglio, avrebbe dovuto quantomeno attendere la risposta del Governo. Soltanto dopo questa risposta avrebbe dovuto convocare l’assemblea, una volta definiti i poteri in questa fase di assoluta emergenza. Ed invece qualcuno del PD sta giocando ad incasinare tutto, con l’obiettivo esplicito di rinviare, rinviare, rinviare la data delle elezioni e quindi la sicura disfatta elettorale del centro-sinistra…

    La risposta del Governo è arrivata ieri: il Consiglio, dice Fitto come era ovvio, non può cambiare la legge elettorale e può trattare solo l’ordinaria amminitrazione. E facciamo un’ipotesi: e se il Consiglio del 31 luglio avesse modificato la legge elettorale? Ora si sarebbe aperto un braccio di ferro con il Governo, con l’esito che abbiamo detto: il rinvio del voto.

    Ma ormai Roselli, Paolini ed amici non hanno più scuse: si deve votare, ha detto il Governo com’era ovvio che dicesse, e gli abruzzesi hanno diritto ad essere governati. Il Partito Democratico poteva risparmiarci quest’ennesima brutta figura e questo ennesimo tentativo di golpe istituzionale. L’unica lezione che il centrosinistra dovrebbe trarne è che bisogna andare al voto.  Ed il PD si dimostra sempre di più irresponsabile e totalmente inadeguato.  E’ ora di cambiare e l’Abruzzo cambierà.

    PS.Intanto la promessa gestione bipartisan di Paolini continua con la nomina di esponenti del PD, qua e là. E’ ora di dargli la sveglia a questo Paolini. O no?


    MpL Comunicazione @ 12:00
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *