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    CASE, guai in arrivo dall’Europa

    Posted on lunedì 4 novembre 2013

    Sul progetto Case, guai in arrivo. I 4500 appartamenti di emergenza realizzati nel dopo terremoto aquilano  sono costati molto di più rispetto ai costi di mercato. Il calcestruzzo sarebbe stato pagato 4 milioni di euro in più del previsto, 21 milioni in più i pilastri dei palazzi.  Dovevano essere alloggi provvisori e removibili e invece sono stati costruiti come definitivi.

    E’ la denuncia della commissione di controllo del bilancio di Bruxelles che sarà discusso al Parlamento europeo giovedì 7 novembre e presentato oggi a L’Aquila da Søren Søndergaard, deputato europeo, inviato in Italia per verificare come è stato usato il denaro dei contribuenti dell’Unione. Per il progetto CASE sono stati spesi infatti anche 350 milioni di euro di fondi europei, forse utilizzabili più proficuamente per la ricostruzione vera.

    Ora il rischio concreto è che l’Europa chieda indietro questi soldi, una certezza se  gli appartamenti del Progetto Case, una volta svuotato dagli sfollati, saranno immessi nel mercato, ovvero affittati o venduti.

    ”Se le abitazioni provvisorie verranno messe sul mercato – ribadisce il deputato – se l’idea e’ quella di voler monetizzare gli alloggi, siamo pronti a richiedere all’Italia la cifra di 450 milioni di euro, perché’ viene meno la mission della solidarietà”.

    Già nel 2010 la commissione per i controllo dei bilanci (CONT), di cui appunto fa parte Søren Søndergaard, aveva inviato una delegazione per controllare come fossero stati spesi i soldi.  Dichiara poi l’europarlamentare Søren Søndergaard all’Agi: ‘Molte più’ persone avrebbero potuto beneficiare dell’aiuto europeo se i soldi fossero stati spesi nella maniera più efficace. I soldi dei contribuenti europei, spesi all’Aquila, non hanno soddisfatto abbastanza la popolazione del cratere, i contribuenti si aspettavano di meglio. In Europa abbiamo 25 milioni di disoccupati e 100 milioni di persone che vivono ai livelli di poverta’, non possiamo permetterci degli sprechi”.

    L’europarlamentare a proposito di ricostruzione concorda sulla miopia del trattato di Mastricht, e dei vincoli di bilancio ma afferma: ”L’Italia però non prenda scuse: non è colpa dell’Europa se non trova i soldi per ricostruire L’Aquila, è una questione di sue di priorità”.  E infatti il Governo Letta preferisce confermare l’acquisto di 90 costosissimi aerei da guerra, gli F35, invece di destinare qualche soldo in più alla ricostruzione dell’Aquila. Napolitano che dice? Come mai il presidente sempre loquace sull’Aquila tace?

    MpL Comunicazione @ 15:47
    Filed under: News MpL

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