• Calendario/Archivio

  • dicembre: 2019
    L M M G V S D
    « Nov    
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
    Case E…tutto pronto?

    Posted on mercoledì 30 marzo 2011

    Tutto pronto quindi per le "E", siamo pronti per la ricostruzione pesante, perché nel giro di poche ore, non di più, avrebbero trovato l’accordo ordini, imprese, politica, consulenti e tecnici. Andiamo quindi a chiedere al Comune dell’Aquila, da che parte si comincia e quando. Non lo sanno. "Solo con il deposito dei progetti esecutivi" per i sottoservizi, ha dichiarato il direttore tecnico della Gran Sasso Acque spa, Melaragni "si potrà avere il crono programma certo dei lavori", per il ripristino delle forniture nei centri storici e nelle aree a fattibilità a breve, ancora a caro amico, per poi parlare delle case. Il fatto è che manca il polso della situazione anche sulle periferie, per cui c’è da distinguere tra le "E" leggere e quelle pesanti, cioè tutto un sottostrato di casi ancora da valutare, da capire, da esaminare. Sembra di vivere in uno di quei posti in cui comandano i mammasantissima, dove certi lavori non cominciano mai, ma sfugge sempre il perché ed è meglio non farsi troppe domande. Ma la gente, vorrebbe risposte. Il Sindaco Cialente è soddisfatto, perché d’ora in avanti nei tavoli del commissario Cicchetti, bisognerà decidere insieme al Comune dell’Aquila e solo dopo, potranno uscire i decreti, restano però appese troppe questioni, a cominciare dai Piani di ricostruzione che per i centri storici aquilani non sono pronti, ed il Comune ancora non ha chiarito se li farà, pur dovendoli fare per legge. Nei comuni del cratere andrebbero già a gonfie vele, a giudicare da alcune considerazioni del sindaco di Rocca di Mezzo, Emilio Nusca (Pd), che ha parlato a nome di tutti i colleghi. Ventisei comuni si serviranno delle università italiane, con cui faranno delle convenzioni, sei mesi per fare i Piani, ed una tempistica per la ricostruzione che andrebbe tra i tre, ed i cinque anni. A detta di Nusca sono state scelte le università: "per dare un segnale di trasparenza e tracciabilità dei flussi finanziari, tutti gli atti adottati in questo percorso sono passati al vaglio del Consiglio comunale, come organo supremo di verifica". I sindaci del cratere non hanno mai avuto un confronto con il Sindaco Cialente, che dovrebbe essere invece capofila di un discorso globale sulla ricostruzione, ma un dialogo ancora non c’è. Il Comune dell’Aquila ha scelto un consulente, Iacovone, al posto dell’Università, non ha cercato il vaglio del Consiglio comunale, non si rapporta con il territorio e non sta facendo i Piani di ricostruzione. Che per i centri storici, non vuol dire solo demolizioni e ricostruzioni, vuol dire anche decidere le future destinazioni d’uso degli immobili pubblici, ed impostare la ripresa socio-economica e culturale, quindi scegliere se in centro storico torneranno gli uffici e/o i servizi e quale tipo di attività economica e commerciale; tutte decisioni importanti, da mettere insieme in un piano, appunto di ricostruzione. Un piano di grande respiro, da concordare con il cratere, per capire chi vuole fare cosa, e dove portare certe vocazioni piuttosto che altre. Mettersi semplicemente d’accordo, ecco. Invece no, il Comune dell’Aquila vuole fare da solo, senza peraltro sapere cosa vuole. Nel centro storico ci sono quarte, quinte e perfino seste case di un solo proprietario, seguiamo la via degli aggregati e dei consorzi, ma nessuna legge o ordinanza rimborsa i lavori per queste abitazioni. I commissari dicono, se fate i Piani di ricostruzione anche queste case troveranno risorse e finanziamenti, ma il Comune capoluogo non ci crede, e nessuno è in grado di spiegare la bontà delle due vie, intanto passano i mesi e passeranno gli anni senza una prospettiva. Il Comune dell’Aquila non vuole Chiodi, non vuole Fontana, e non cerca contatti con il cratere, vuole rinascere da solo, ma continua a contare solo sulle chiacchiere di un Sindaco fulminato, che non ha un’idea vera con cui uscire a testa alta dalle paludi in cui ha costretto L’Aquila e gli aquilani.
    Alessandra Cococcetta per L’Editoriale
    MpL Comunicazione @ 21:22
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *