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    C.A.S.E.

    Posted on sabato 30 maggio 2009

    Come anticipato dal Movimento per L’Aquila più di un mese orsono, la Protezione Civile ed il Comune hanno sbagliato i conti: le CASE (ovvero i moduli abitativi) non bastano. Infatti la stima sul fabbisogno di CASE era stata fatta, sbagliando, sui dati di agibilità della periferia. Ora che stanno arrivando i dati del centro storico, la situazione peggiora notevolmente. Sarebbero almeno 26.000, quindi esattamente il doppio di quanto previsto dal progetto C.A.S.E., le persone da sistemare in nuovi alloggi.

    Alla luce delle  verifiche strutturali nel centro storico dell’Aquila devastato dal terremoto, il progetto  CASE mostra tutti i suoi limiti.

    I dati diffusi dalla Protezione civile parlano chiaro: aumenta l’inagibilità rispetto alla scorsa settimana. Il 30% delle strutture presenta condizioni gravi di agibilità: 47.490 (tra i quali 44.379 su edifici privati, 986 su edifici pubblici e 1.268 su sedi di attività produttive). Si parla del 24,8% di edifici inagibili (classificati E) e del 4,8% di inagibili per rischio esterno (F). A questi si aggiungono il 13,7% degli edifici temporaneamente inagibili (B), il 2,8% considerati parzialmente inagibili (C) e l’1% da rivedere con approfondimento (D). Questa percentuale di D ed E aumenterà ancora nei prossimi giorni.

    Sono quindi almeno 26.000 le persone da sistemare in nuovi alloggi, il doppio di quanto previsto dal progetto C.a.s.e. (Complessi abitativi antisismici ed ecosostenibili).  La soluzione è una sola: rendere rapidamente agibili gli edifici B che, quasi sempre presentano soltanto lievissimi danni. Siamo ancora in attesa della relativa procedura che, dalle anticipazioni, appare comunque troppo lunga e complessa. I lavori B si possono fare, nella maggior parte delle situazioni, stando dentro casa.
    La soluzione è semplice, ma evidentemente la semplcità non alberga nelle menti contorte di Bertolaso e Cialente. 

    La ripetiiamo ancora una volta: per le case classificate B (senza danni strutturali quindi) si dovrebbe poter rientrare ed ottenere l’allaccio del gas. Insomma si potrebbe usufruire di un’agibilità provvisoria, diciamo di un anno. Nel frattempo sarebbero noti i termini del decreto e le relativa ordinanze che disciplinano i lavori, si conscerebbero i contributi disponibili, ecc.

    Oggi non possiamo rientrare nelle abitazioni agibili (o che sarebbero agibili dopo piccoli lavori)  perché   sono ancora efficaci gli effetti della assurda ordinanza sindacale dell’8 aprile 2009, e quindi è ancora operativo l’obbligo di sgombero di tutti gli immobili siti nel territorio comunale da parte dei nuclei familiari che li occupavano. Una violenza senza limiti: non possiamo rientrare a casa nostra anche se la casa è sostanzialmente a posto e non costituisce alcun pericolo né per i residenti né per l’esterno. 

    Il rischio è che anche sulle case B ci attendano fiumi di chiacchiere e pile di carta bollata. Probabilmente anche spese inutili. La burocrazia del dopo terremoto ci sta già asfissiando. E forse qualcuno (più di qualcuno) si nutre dell’emergenza. Più l’emergenza  dura, meglio è. Ormai il sospetto è forte.

    Ma la rabbia nella gente sta montando, e molte persone stanno pensando di rientrare nelle abitazioni agibili  (o agibili dopo lavori leggeri).   All’insegna dell’arte di arrangiarsi, perché nelle abitazioni dove è caduto solo qualche calcinaccio non si può avere il GAS.  Roba da pazzi: cosa c’entra il GAS con le microfessurazioni dell’intonaco? Misteri del terremoto aquilano. Esiti ovvi di una gestione burocratica delle questioni, di catene decisionali troppo lunghe, di un Sindaco "Re Tentenna" e di una Protezione Civile troppo invadente e dai tratti decisamente autoritari.

    La pazienza però ha un limite. La manifestazione di oggi, nonostante i puerili tentativi di strumentalizzazione di Cialente e Pezzopane, era una manifestazione di gente normale che vuole risposte. E le vuole subito, perché abbiamo atteso composti ed educati, e le risposte non sono arrivate. Ed ora pretendiamo che arrivino. Punto e basta.

    Piero Carducci

     


    MpL Comunicazione @ 18:28
    Filed under: News MpL

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