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    Carrozzoni

    Posted on mercoledì 18 giugno 2008

    Eliminare le province, chiudere le comunità montane, cancellare i carrozzoni: buoni propositi che si ripetono, ad ogni cambio di amministrazione, sia a livello nazionale che locale. Sarà la volta buona?

    Per poterci crederre, per poterci sperare va affrontato un tema, che è fondamentale per chi dirige la barca: come sistemare quelli che saranno costretti a scendere? Parliamo di tutti coloro che finora su quella barca hanno viaggiato a scrocco, vale a dire a spese del contribuente, “senza né arte né parte”, per dirla con l’ex ministro Gaspari che ha lanciato una filippica contro gli oltre duemila nullafacenti che in questa regione vivono sulle spalle dei cittadini. Inutile girarci intorno: il problema vero, per il ministro Brunetta, per il presidente Del Turco e per chiunque voglia cambiare l’andazzo, peraltro ormai insostenibile, è proprio quello di “sistemare” gli appartenenti alla “casta” o comunque dalla casta protetti. E’ un problema perché quelli che vengono chiamati “equilibri” e che sono alla base di accordi che reggono le varie maggioranze negli enti locali, sono fatti tenendo conto proprio di quelle poltrone. Se vengono a mancare di certo ci saranno conseguenze a catena, perché la politica militante ormai a questo è ridotta. In un articolo recente sul Corriere della Sera il professor Ernesto Galli Della Loggia ha parlato della necessità di “liquidare il potere dell’apparato tradizionale”, rivolgendosi al Pd, ma potendo tranquillamente allargare il discorso a tutta la partitocrazia oggi imperante. Le “alchimie della provenienza” che servono per spartire i posti disponibili, non riguardano solo Ds e Margherita, confluiti nel Pd, ma ogni altra alleanza che si forma, oltre ai tentativi di fare di più partiti un corpo unico. La piaga da eliminare è proprio questa, se davvero si vogliono cambiare le cose. Altrimenti ogni tentativo di “tagliare” province, comunità montane e carrozzoni vari troverà sulla sua strada tanti di quegli ostacoli da ridurre tutto, come è già accaduto in passato, a semplici buoni propositi. Quelli di cui, come si sa, è lastricata la strada che porta all’inferno. E nella situazione in cui ci troviamo, non possiamo di certo più permettercelo.

    Gino Di Tizio

    MpL Comunicazione @ 11:05
    Filed under: News MpL

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