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    Cambiamento?

    Posted on venerdì 7 marzo 2008

    La “cartina tornasole” per valutare la voglia di cambiamento dei partiti, rappresentata dalle liste elettorali, non è ancora completata, ma qualcosa, nell’attesa che tutto venga ufficializzato (il termine è il 10 marzo, non dobbiamo quindi attendere molto), possiamo già dirla. Qualche nome nuovo alla fine c’è, ma la questione che appare irrisolta e irrisolvibile è che comunque non si tratta di scelte partite dal basso, ma di qualcosa che è calato dall’alto, con nessuna altra possibilità che prendere (cioè votare) o lasciare ciò che le rispettive oligarchie hanno deciso. Si dirà che è colpa della legge elettorale. Certo, ma bisogna aggiungere che la stessa legge ha fatto e fa comodo a tutti i partiti, che infatti si sono ben guardati dal cambiarla. Non era, peraltro, il primo impegno del centro sinistra qualora avesse vinto, come vinse, le elezioni due anni fa? Allora, per favore, i signori dei partiti ci risparmino le loro ipocrisie. Subiamo, ma almeno non ci prendano in giro. E questo appello vale anche per quel che accade in questi giorni con i rappresentanti dei partiti che escono spesso e volentieri fuori dal seminato con i loro atteggiamenti, alimentando il clima di confusione e sfiducia che c’è nel mondo politico, e poi tentando di scaricare sulla informazione le loro vistose colpe. Esercizio maldestro e controproducente, come quello nato dalle dichiarazioni rese da Calearo, ex presidente della Federmeccanica, che a Ballarò, come tutti hanno visto e sentito, ha santificato Mastella perché ha fatto cadere il governo Prodi ed ha condannato all’inferno Visco, per sostenere poi, dinanzi alla giusta indignazione del ministro Parisi (“non riesco a crederci, sono parole gravissime e non posso far finta di non aver sentito), che c’è stato tutto un equivoco e una cattiva interpretazione, “perché mi riferivo alle divisioni della maggioranza”. Ora si può accettare tutto, dai signori dei partiti, meno che ci prendano per cretini. Invece di essere costretti poi ad arrampicarsi sugli specchi, imparassero, come dicevano i nostri vecchi, a contare fino a dieci prima di parlare. Risparmiateci comunque una campagna elettorale fatta di queste clamorose cadute dall’una e dall’altra parte. Fateci questo grande favore…

    Gino Di Tizio

    MpL Comunicazione @ 13:21
    Filed under: News MpL

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