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    Burgo, poche speranze

    Posted on sabato 31 maggio 2008

    La vertenza Burgo, con tutta la sua drammaticità ed esplosività, approderà alla Regione Abruzzo. Giovedì 5 mattina, l’assessore regionale al Lavoro, Fernando Fabbiani, riceverà una delegazione sindacale dello stabilimento di Chieti  per fare il punto della situazione, mettere in piedi una proposta industriale mirata per il sito teatino, attivare azioni istituzionali e politiche di contrasto al fine di evitare una fine ingloriosa alla storica cartiera Celdit Cellulosa d’Italia). Questo, uno dei risultati più interessanti che la manifestazione sindacale di ieri mattina, promossa unitariamente da Rsu, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, con i lavoratori in corteo lungo le strade cittadine a chiedere di non essere lasciati soli a difendere un pezzo importante di economia cittadina, ha sensibilmente prodotto. E questo perché, sempre più cittadini hanno San Salvo: lunedì si inaugura il nuovo parco giochi della villa capito che la battaglia per la salvaguardia del sito aziendale questa volta è veramente dura, a un passo dallo smantellamento, verso soluzioni non industriali, ma immobiliari, e che occorre testa e gambe da parte di tutti. Nessuno escluso. Allora sì, che lo stabilimento potrà avere di nuovo un futuro per chi, toccando le corde del cuore e riannodandole con il passato, grida forte e chiaro: ”La fabbrica dei nostri padri non può morire”. CHIETI. La città, attraverso il suo primo cittadino, Francesco Ricci, si è stretta attorno ai lavoratori della Burgo che ieri mattina, dopo l’azione di mobilitazione scattata alcuni giorni fa con presidio dello stabilimento, hanno dato vita ad un colorato e ritmato corteo, che ha ricevuto positiva accoglienza degli operatori economici del capoluogo teatino, e che ripeteva all’unisono “La fabbrica è produttiva, non chiude perché è viva”. Difatti, il sindaco Ricci ha dichiarato, dopo alcune posizioni aperturiste delle istituzioni nei confronti della Burgo Group mesi fa, come lo stesso sindaco ha riconosciuto, ieri mattina finalmente parole dure nei confronti della società. “Fino a quando sarò sindaco, e quindi almeno fino al 2010 – ha sottolineato – quello dove sorge la Burgo rimarrà un sito produttivo e non verrà dato spazio a nessuna alcuna speculazione. Ciò non significa che non stenderemo tappeti rossi a chi vuol venire ad aprire una fabbrica in Val Pescara. Oggi lo slogan deve essere uno solo: la Cartiera non deve chiudere”. Parole impegnative, quelle del sindaco di Chieti, ai circa duecento lavoratori in lotta per la salvare la storica cartiera Celdit. La manifestazione di protesta, dopo aver fatto tappa sotto l’edificio che ospita Prefettura e Provincia, si è poi spostata davanti al palazzo della curia arcivescovile, dove i lavoratori hanno incontrato il vicario generale, don Camillo Cibotti che ha portato loro la solidarietà dell’arcivescovo Bruno Forte, a Roma per impegni. Il corteo, poi, si è concluso nell’aula consiliare del Comune dove lavoratori e rappresentanti sindacali sono stati ricevuti dal sindaco e dai consiglieri regionali Camillo Cesarone e Liberato Aceto. “L’azienda – ha detto il sindaco – si è comportata in modo vergognoso. Ci hanno preso in giro per due anni. Non cedete alle tentazioni politiche, dobbiamo essere un muro unico, dobbiamo dare tutti il massimo”. La Burgo di Chieti rischia di chiudere mettendo a rischio 800 posti di lavoro, compreso l’indotto. Per i sindacati quello di oggi dovrà essere l’inizio di un lungo e positivo percorso di lotta, di coinvolgimento politico, istituzionale e della società civile, che respinga mire speculative per soluzioni immobiliari dei terreni aziendali, che a breve potrebbe sfociare in uno sciopero cittadino per difendere la continuità e la validità produttiva della Burgo di Chieti. Una grande manifestazione, così come suggerita dall’ex assessore comunale all’Industria e al Lavoro, Manlio Madrigale che ha di nuovo sostenuto la necessità di coinvolgere tutti i parlamentari e le forze di governo, unitamente al sindacato, per sostenere la scelta industriale della cartiera. Solidarietà e proposte stanno arrivando da diversi ambienti associativi. Dopo l’Aics, la Confconsumatori, il Centro Aiuto Consumatori, il Centro Studi Spezioli e Mondoverde, anche l’associazione “Per Teate” e la Confesercenti di Chieti hanno fatto arrivare il loro grido di battaglia. La fabbrica dei nostri padri non può morire!

    MpL Comunicazione @ 10:44
    Filed under: News MpL

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