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    Brutte cose del dopo sisma

    Posted on sabato 23 maggio 2009

    Speculazione e violenza dopo il terremoto. A uno sfollato dell’Aquila che voleva ristrutturare la propria abitazione in seguito al sisma del 6 aprile, due istituti di credito hanno proposto tassi di interesse dell’8,50 e dell’8,90%. Le conversazioni con i bancari non sono pero’ sfuggite a giornalisti di un’emittente locale, che le hanno registrate e mandate in onda. La Prefettura ha richiesto i nastri, che dovrebbero arrivarle nella giornata di lunedi’. Sempre all’Aquila, nel campo d’accoglienza di Piazza d’Armi, un 56enne e’ stato intanto arrestato, perche’ avrebbe tentato di molestare un gruppo di bambini e bambine. Non si tratterebbe pero’ del primo episodio del genere. Per lo stesso tipo di reato, ieri era stato denunciato un giovane. Sempre ieri, testimonianze raccolte tra gli sfollati fanno pensare ad una sistematica "repressione del dissenso". Alcune delle persone interpellate raccontavano di pronto intervento dei Carabinieri, chiamati nei campi a sciogliere assembramenti che potessero assumere natura politica. Si temono disordini in occasione del G8.

    La partita che si gioca in Abruzzo in questi giorni è difficilissima. Da un lato si stanno modificando a colpi di decreto e di gestione dell’emergenza l’insieme di regole democratiche che tengono insieme lo Stato, dall’altro si ridisegna probabilmente l’equilibrio che tiene in piedi il Pdl e il governo Berlusconi. A L’Aquila forse non ci si gioca tutto, ma molto sì: sulla questione dei risarcimenti, su come sono stati esautorati enti e amministrazioni locali, sulla necessità di imporre a un pacifico territorio una muscolare Protezione civile, che di civile – vista la militarizzazione del territorio – ha molto poco.  L’Aquila come Baghdad. Ci sono le zone rosse, c’è la “green zone” ultra protetta del polo amministrativo militare di Coppito, pattugliamenti, posti di blocco ovunque e sorveglianza aerea notturna. Si sta affrontando questa emergenza causata da una catastrofe naturale come se si fosse in guerra, anzi come se si gestisse un’occupazione militare.

    MpL Comunicazione @ 21:38
    Filed under: News MpL

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