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    Beni culturali aquilani. Tre ministri, risorse zero

    Posted on martedì 3 aprile 2012

    Venti milioni di euro, dal 2011, per dieci anni, cioè l’un per cento dei fondi Arcus “per recuperare uno dei centri storici più importanti del nostro Paese”, aveva assicurato in conferenza stampa all’Aquila, nel 2010, l’allora ministro ai Beni culturali Sandro Bondi.
    Il suo posto, a seguito delle dimissioni, è stato poi preso da Giancarlo Galan, al quale la Uil un anno fa denunciava, che di quelle promesse non si era concretizzato nulla, giudicando “le risorse assolutamente insufficienti” rispetto alla necessità complessiva stimata in “oltre 3miliardi e mezzo di euro”, ma non è cambiato nulla neanche con l’attuale ministro, Lorenzo Ornaghi, il quale un paio di mesi fa, ha promesso di individuare un canale di finanziamento costante, per la ricostruzione dei Beni culturali, e di parlarne con il premier Monti, impegnandosi anche a pianificare il recupero del patrimonio danneggiato.
    Ben tre ministri ai Beni culturali in soli tre anni, e nessuno slancio per trovare linee finanziarie certe, lo stesso Placidi, assessore comunale al ramo, non ha mancato di denunciare il più totale disinteresse romano ad occuparsene.
    Il Centro regionale dei Beni culturali schedò 402 chiese nella provincia dell’Aquila, di cui agibili solo un quarto e 24 torri di cui agibili solo una decina, al ministro Barca, Chiodi e Marchetti, il vice commissario per la tutela dei Beni culturali, hanno mostrato il loro bilancio a febbraio: 116 chiese riaperte al culto, per un finanziamento complessivo di oltre 14milioni di euro, troppo poco, per un danno complessivo di oltre tre miliardi, troppo poco anche per il vice Cicchetti, che quando s’insediò, invitò Marchetti “ad uno sforzo in più”.
    Dal primo aprile Marchetti non ha più l’incarico sulle tutela dei beni culturali, e a parte i puntellamenti ormai ovunque, non si riesce a percepire il frutto del suo lavoro, né quante risorse sono state spese, perché non è mai stata fatta chiarezza.
    Nel 22mo Rapporto Italia 2010, realizzato dall’Eurispes, il presidente Gian Maria Fara, scrisse “da più parti si segnala l’assenza di risorse adeguate per la ricostruzione del centro storico dell’Aquila. Che cosa aspetta il Ministero dei beni culturali ad utilizzare lo strumento giuridicamente previsto delle rimodulazione della spesa, da destinare in percentuale anche minima del cinque o dieci per cento alla ricostruzione della città? In una logica di proiezione triennale si renderebbero disponibili tra i 70 e i 150 milioni di euro che darebbero un forte stimolo alla ripresa economica e sociale”.
    Ma del Ministero dei beni culturali si sa solo che circa la metà dei fondi a disposizione non vengono spesi, per le incapacità delle Sovrintendenze e delle Direzioni regionali “nel 2010 – denunciò Il Sole24ore – restano in cassa 545milioni di euro sui 991 di entrate complessive, cioè il 55% del totale”, soldi, che con le nuove leggi contabili dello Stato, saranno automaticamente tagliati perché appunto non spesi.
    E all’Aquila, nonostante i ripetuti allarmi lanciati da Placidi, non è mai stata fatta la voce grossa per la ricostruzione, fonti ministeriali, lo attribuiscono al fatto che ai sovrintendenti e direttori regionali in odor di carriera, piace stare al loro posto, dunque in prospettiva, e con la gestione del patrimonio girata dal vice commissario al Ministero, ci sarà poco da stare allegri.
    Intanto il sito dei Beni culturali informa che i fondi Arcus, la società partecipata al cento per cento dallo Stato, per il triennio 2010-2012 ammontano a 100milioni e 330mila euro “all’Abruzzo – riporta il Mibac – vanno tre milioni nel triennio, suddivisi in tre progetti a Tagliacozzo, per la riparazione della Chiesa di San Francesco, al sistema archeologico del Fucino e al potenziamento del parco archeologico di Amiternum”.
    Le richieste del comune dell’Aquila, al bando Arcus 2010, per avere fondi straordinari per il restauro del Teatro comunale e del ridotto, per le mura della Rivera e per il complesso di Santa Maria del soccorso, non sono state evidentemente accolte, tantomeno le vaghe promesse di Bondi.

    Alessandra Cococcetta

    MpL Comunicazione @ 11:09
    Filed under: News MpL

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