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    Basta walzer

    Posted on lunedì 29 novembre 2010

    Siamo d’accordo con l’amico Colacito. Basta giri di walzer. Basta pantomime. La colpa è mia, la colpa è tua. Gli aquilani hanno il diritto di vedere la loro città ricostruita in tempi accettabili e le istituzioni hanno il dovere di cooperare per raggiungere tale obiettivo.   L’emergenza è stata affrontata bene, le case con danni leggeri sono in via di riparazione, seppure con i forti ritardi imputabili al Comune ed alla diabolica filiera Cineas-ReLuiss-Fintecna.  Ma la ricostruzione pesante è ferma.  Si assiste al balletto dello scaricabarile: la colpa è sempre degli altri. I tecnici accusano i commissari, i commissari accusano il Comune, il Comune accusa tutti, i cittadini aspettano sempre più sfiduciati, depressi, stanchi.  I risultati di una recente inchiesta dovrebbero preoccupare: i giovani e molti universitari, dopo aver resistito per 20 mesi, stanno seriamente pensando di abbandonare L’Aquila e la nostra Università.  E per L’Aquila senza giovani non c’è futuro alcuno. 

    In questi mesi i nodi arrivano al pettine. La fuga di Cialente ed il dissesto del Comune pesano, ma il disastro non dipende solo da Cialente.    Decreti ed ordinanze continuano ad essere del tutto insufficienti, soprattutto sulla seconda casa. La ricostruzione pesante così non può funzionare. In quasi tutti i condomini del centro sono presenti seconde case. In molte documentate situazioni, le seconde abitazioni rappresentano il 90% del compendio da ristrutturare.  Assolutamente insufficienti, poi, le risorse se occorre abbattere, smaltire le macerie e ricostruire. In alcune aree vaste, come quella da Cristo Re a Piazza Sant’Andrea, il terreno è una groviera di cunicoli e grotte naturali: a carico di chi sono le spese enormi di palificazione e consolidamento del terreno? Non si sa e tutto si ferma.

    E perché se gli isolatori sismici sono la soluzione migliore per le case E in cemento armato, le ordinanze ne risconoscono la spesa solo per l’80%?  Tante le cose oscure che nessuno chiarisce. Il fai da te imperversa, gli speculatori pure.

    Con queste leggi per molti aquilani sarà impossibile ricostruire, a meno che non si contribuisca pesantemente di tasca propria. Il centro storico, inoltre, sarà destinato a diventare una città fantasma. Gli aquilani già impegnati nella ricostruzione della prima casa non potranno esporsi finanziariamente pure sulla seconda, semplicemente perché non dispongono della necessaria liquidità e perché la contribuzione prevista è insufficiente. Chi ha lavorato e risparmiato anni ed anni, sobbarcandosi di pesanti mutui, per acquistare una seconda casa ed assicurare un po’ di futuro ai figli, vede questo sogno infrangersi miseramente. Con buona pace del principio costituzionale secondo il quale l’Italia è un Paese che tutela e promuove il risparmio…a chiacchiere.

    Ci attendono ruderi, macerie e feroci liti condominiali tra chi vuole giustamente ricostruire e chi, nello stesso compendio, non potendo contare sul contributo in quanto proprietario di seconda casa, non potrà partecipare alle spese. Cosa accadrà? Saremo espropriati delle seconde e terze case che non potremo ristrutturare per mancanza di soldi?   Dovremo vendere i ruderi a prezzi stracciati a qualche immobiliarista anche pubblico  alla ricerca dell’affare facile?

    Dobbiamo essere molto ma molto preoccupati. Se si vuole ricostruire una città sicura le ordinanze devono cambiare.  Molte osservazioni degli ordini professionali sono giuste e devono essere accolte.  E però la politica è stranamente muta sulle macroscopiche carenze dei provvedimenti e sul problema dei problemi: la filiera Fintecna-ReLuiss-Cineas è da semplificare, ma drasticamente.   Una pletora di commissari è al lavoro, ma i risultati non si vedono. Il Sindaco ha lasciato la barca commissariale nel momento più delicato, ed appare del tutto incapace di gestire la complessità dei processi della ricostruzione.

    E gli aquilani delle case distrutte sono stanchi, e molti sono incavolati.  Le istituzioni devono dare delle risposte, e subito, se si vuole evitare che la protesta, per ora civile e contenuta,  assuma toni violenti e dimensioni incontrollabili.  

    Piero Carducci

    MpL Comunicazione @ 14:13
    Filed under: News MpL

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