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    Bassi stipendi, alti privilegi

    Posted on venerdì 21 marzo 2008

    Siamo il paese dove ci sono i salari più bassi e gli stipendi dei parlamentari più alti: conforta che qualcuno dei signori della politica se ne sia accorto. Forse ci sarebbe da chiedere loro dove sono vissuti finora, specie se rifletti che si tratta di gente che quegli stipendi li ha incassati sempre senza farsi tanti problemi, e magari ci ha guadagnato anche una consistente pensione, ben diversa da quella che d’ora in avanti anche chi lavora una vita rischia persino di non avere. Già, l’Italia è questa. Il paese del diritto e del rovescio, come scriveva Malaparte. Forse però per meglio descriverlo sarebbe più giusto ricorrere a Salvaneschi che osservava come in fondo ogni vetta non sia che un abisso capovolto, perché c’è il concreto timore che si sia perduto da tempo il senso delle dimensioni e quando credi di salire e crescere ti ritrovi invece nel fondo del burrone proprio per la malriposta fiducia nella classe dirigente che ci ritroviamo. Quel che però non devono credere gli appartenenti a questa casta, che così tardivamente sembrano farsi carico del problema di cui s’è parlato, cioè di alti stipendi e privilegi da una parte e emolumenti da fame nell’altra, che non è più tempo di enunciazioni mai seguite da fatti. La situazione è insostenibile, come non è più accettabile che sia una oligarchia, un gruppo di persone che una volta salite sul carro non ne scendono mai, a guidare sempre e comunque la corsa. E’ ora che ci si restituisca il diritto di scegliere che ci è stato scippato. Chi si oppone a questo ritorno al passato sostiene che con le preferenze possono nascere fenomeni che poco hanno di democratico. Può darsi anche che ci sia questo pericolo,ma non sono certo democratiche le scelte fatte dai vertici, senza alcun vero criterio per rispettare la volontà del popolo che dovrebbe essere sovrana in questo paese. Non ci sono scuse, non ci sono motivazioni che tengano: togliere le preferenze è stata davvero una porcata. Ed una porcata è che nessuno si sia veramente impegnato a cambiare le cose, perché è qualcosa che sta bene a tutti i partiti. L’unica strada ora è impegnarsi a riformare le cose, ma indicando subito tempi e modi. Basta comunque con le prese in giro.
    Gino Di Tizio

    MpL Comunicazione @ 16:22
    Filed under: News MpL

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