• Calendario/Archivio

  • marzo: 2021
    L M M G V S D
    « Feb    
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    293031  
    Balneatori in guerra

    Posted on sabato 19 gennaio 2008

    MONTESILVANO – La  Confesercenti è pronta ad una  “offensiva a tutti i livelli per  contrastare l’aumento in-discriminato  dei canoni demaniali”.  Ad annunciarlo è stato ieri  mattina, a Montesilvano,  Claudio Albonetti, presidente  nazionale dell’Assoturismo  Asshotel di Confesercenti, a  margine di una manifestazione  promossa dalla Fiba  Confesercenti proprio per  contestare i canoni imposti  alle imprese balneari. Si parla  addirittura di imitare i  metalmeccanici e di bloccare  strade ed autostrade in segno  di protesta.

    All’hotel sea Lion  Montesilvano si sono ritrovati  oltre 300 balneatori di Abruzzo,  Romagna, Marche e  Molise, tutti uniti in questa  battaglia. Albonetti ha sottolineato  che “non si tratta di  semplici aumenti dei canoni,  ma di vere e proprie offensive  contro la stessa esistenza  delle imprese balneari. Si parla  di aumenti – ha chiarito –  quando si decide di rivedere  un’aliquota per aggiornarla,  dopo aver valutato l’inflazione  e gli indici Istat, ma quando  l’incremento va dall’800 al  1.200 per cento dei canoni  dello scorso anno si è di fronte  a veri e propri eventi vessatori,  che possono mettere a rischio  l’esistenza di parecchie  imprese balneari”.  Il rappresentante della Confesercenti  ha quindi annunciato  che nella battaglia contro  questa stangata si cercherà di  “coinvolgere non solo il settore  dei balneatori ma anche  tutto il mondo della rappresentatività  delle piccole e medie  imprese perchè – ha chiarito  – temiamo che se oggi tocca  alle pertinenze domani potrebbe  toccare agli alberghi,  poi ai bar e poi ai ristoranti.  Per scongiurare questo – ha  concluso – chiamamo a raccolta  tutto il mondo delle piccole  e medie imprese del turismo,  del commercio e dell’artigianato  per fare fronte comune”.  Le imprese balneari di Emilia  Romagna, Marche, Abruzzo e  Molise, hanno deciso costituite  in Comitato del Medio  Adriatico e hanno proclamato,  per il 12 febbraio prossimo,  una giornata nazionale di  protesta a Roma con le imprese  di tutto l’Adriatico. Le  imprese balneari hanno quindi  lanciato un grido d’allarme,  denunciando di dover pagare  in molti casi canoni superiori  agli stessi fatturati delle aziende.  Gli aumenti secondo la  Fiba Confesercenti sono  determinati dall’adeguamento  Istat con valore retroattivo a  partire dal 1994 e dalla richiesta  di pagamento di un  canone commerciale e non  più tabellare per le concessioni  titolari delle cosiddette pertinenze.  “Il risultato – hanno  fatto notare – è che alle imprese,  che nella stragrande maggioranza  dei casi sono a conduzione  familiare, vengono  recapitate cartelle di pagamento  che oscillano fra i 25  mila ed i 130 mila euro”. Secondo  il Centro studi di Confesercenti  Abruzzo in questo  modo il 70% delle 550 imprese  abruzzesi rischia di abbassare  la saracinesca. “Qui saremo  costretti a chiudere – ha  detto Antonio La Torre, presidente  di Fiba Confeser-centi  Abruzzo – eppure le piccole e  medie imprese balneari hanno  rivoluzionato l’economia di  interi territori”. Per Enzo  Giammarino, segretario di  Confesercenti Abruzzo,  questa “e’ la battaglia di tutte  le piccole e medie imprese,  perchè il rischio è troppo  alto”.  All’incontro ha partecipato  anche il senatore Giovanni  Legnini, relatore della Finanziaria,  secondo il quale l’intenzione  del Governo non era  quella di aumentare ed aggiornare  i canoni demaniali per far  chiudere le attività. “Il problema  – ha spiegato – è sorto nella  fase interpretativa della norma  specifica”. Secondo il senatore  ora bisogna dimostrare,  in sede tecnica, che l’intenzione  del legislatore non era  di produrre tali effetti per i  balneatori. Legnini poi ha  annunciato che solleciterà un  incontro per discutere e  chiarire la questione.  Infine il Comitato del Medio  Adriatico ha chiesto la costituzione  di un tavolo presso la  Presidenza del Consiglio dei  Ministri e si è impegnata a  promuovere azioni di protesta  in tutto il territorio interessato.  Inoltre il Comitato ha confermato  la richiesta rivolta a  governo e parlamento di  rivedere le norme contestate  che “rischiano di mettere fuori  mercato oltre il 70 per cento  delle Pmi balneari”.  Una protesta “pericolosa” per  i consumatori: già si parla di  “caro-ombrellone”.

    MpL Comunicazione @ 16:07
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

    Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Privacy policy

    WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com