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    ASM, fallimento?

    Posted on sabato 24 gennaio 2009

    Con la sottoscrizione del contratto di servizio, come avevamo più volte evidenziato, inizia il problema delle vacche magre per l’ASM Spa, che si trova a fare i conti senza l’ombrello del full cost recovering, ossia senza il rimborso a piè di lista, momento in cui bastava presentare al Comune il conto della spesa, per poi essere rimborsati in toto.

    Con il contratto di servizio, sottoscritto lo scorso anno, si è stabilito che all’ASM sarà corrisposto "semplicemente" l’importo della Tarsu accertata, circa 12milioni di euro, IVA compresa. Ai più è sembrato che tale contratto avesse risolto ogni problema per l’azienda, ed invece nello stilare il bilancio di previsione 2009, l’Asm si accorge (solo ora?), che le uscite preventivate raggiungono oltre 15milioni di euro; "sforamento" dovuto al maggior costo del personale, ad una politica clientelare e a dir poco incosciente, perché, le assunzioni di nuovo personale e le progressioni verticali di quello già in servizio, hanno portato all’aumento di oltre 3milioni di euro di costi, con un bilancio in rosso per oltre 3milioni e 800mila euro di perdite.

    Una gestione scellerata ed incosciente, avallata con il beneplacito dei sindacati che, spesso per interessi personali…hanno portato l’azienda alla bancarotta.

    Come potrà il Consiglio d’Amministrazione, conoscendo la perdita in atto, non pensare alla riduzione di personale ed al ridimensionamento delle loro retribuzioni?

    L’Asm contava e conta sui famosi servizi aggiuntivi che sembrerebbe, al momento, non esistano, atteso anche che il Comune, non riesce a quadrare i conti del proprio bilancio.

    Una remota soluzione potrebbe essere trovata con la ristrutturazione delle partecipate (ex municipalizzate), assegnando all’Asm competenze anche sugli accertamenti dell’evasione fiscale, sulla Tarsu, come già succede, dobbiamo dire con successo, con la Gran Sasso Acqua, che provvede, essa stessa, all’accertamento e recupero delle somme evase.

    Sul fronte tributario, gli accertamenti e le riscossioni della Tarsu, con i conseguenti recuperi, sono fermi al 2004; con grande felicità di costruttori e palazzinari e di coloro che, pur avendo accatastato nuove unità immobiliari, non provvedono al pagamento della relativa tassa per il servizio della nettezza urbana.

    Evasioni che, se non accertate e contestate con urgenza, potrebbero a breve cadere in prescrizione, con grande gaudio degli evasori.

    Né tantomeno il Comune e l’Asm, potranno sperare su ulteriori recuperi, come nel caso della Asl, cui la tanto vituperata Assoservizi, fece pagare una discreta "sommetta": circa 2milioni e 700mila euro.

    Dobbiamo dire: "Si stava meglio…quando si stava peggio?". Ossia, quando gli accertamenti e recuperi venivano effettuati da una ditta esterna? Cosa intende fare, da grande, l’assessora tecnica Silvana Giangiuliani, per evitare queste disfunzioni che andranno a ripercuotersi inevitabilmente sul bilancio comunale?

    Dopo le tanto sbandierate capacità tecniche…arriva un’ulteriore delusione per Cialente?

    Peppe Vespa, L’EDITORIALE

    MpL Comunicazione @ 10:41
    Filed under: News MpL

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