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    Ascia e martello

    Posted on mercoledì 29 ottobre 2008

    Dopo i fallimenti di grandi banche continuano le turbolenze sui mercati e la crisi finanziaria globale è ben lungi dal risolversi. Le banche sono a corto di liquidità, e quindi aumenta il costo del denaro e dei mutui in euro. L’effetto depressivo su un’economia europea già abbastanza depressa sarà presto evidente, ed il 2009 sarà un anno nero.

    L’insostenibile leggerezza della moneta americana non riflette purtroppo la forza dell’Europa, ma la debolezza dell’economia americana, ormai in dichiarata recessione. In tutta Europa crolla la fiducia dei consumatori e sono oltre 500mila le famiglie italiane in difficoltà nel pagare la rata del mutuo. Inoltre, causa prezzi galoppanti, le famiglie si trovano costrette a ridurre i consumi, e non solo quelli superflui. Le famiglie si vedono quindi costrette a tagliare bruscamente il tenore di vita, e spesso non riescono neanche a tirare a campare. La perdita di potere d’acquisto dei nuclei familiari del ceto medio acuisce il fenomeno recessivo, che si espande al mondo intero e si autoalimenta. Si sta dunque innescando una spirale pericolosa per tutta l’economia mondiale: la recessione USA produce perdite sui mercati finanziari mondiali e si trasmette all’economia reale per via della riduzione dei consumi e della caduta di valore degli immobili.

    Ma soprattutto preoccupa il pessimismo che ha contagiato il mondo intero ed induce ingiustificata paura ed eccessiva prudenza.

    Per noi abruzzesi c’è poco di che essere contenti. La recessione USA si sta diffondendo con onde d’urto via via più pesanti sul mondo intero. La crisi della finanza già ci investe: troppa immondizia è stata venduta ai risparmiatori europei e la crisi dei mutui USA ridurrà, nel 2008-09, il PIL annuo dell’Eurozona almeno dello 0,3-0,5%

    L’ Abruzzo è una regione esportatrice, e se calano i consumi calano le esportazioni: per effetto della crisi si sta fermando il mercato immobiliare, la metalmeccanica è in difficoltà e l’export del tessile è in crisi nera. Anche colossi come la Micron (Avezzano) accusano i colpi della recessione mondiale. L’Abruzzo è poi fortemente indebitato, causa la mala gestione della Sanità, e dovremo pagare a caro prezzo il rimborso dei colossali debiti sanitari in uno scenario di tassi di interesse crescenti ed economia depressa.

    Insomma, l’America soffre, l’Europa non ride, l’Abruzzo piange. Per evitare che il raffreddamento dell’economia globale fermi tutto, occorre ora aiutare la domanda interna.


    La politica economica regionale dovrebbe stimolare i consumi delle famiglie e gli investimenti nelle opere pubbliche, tagliando le tasse, sbloccando i fondi disponibili e fermi a causa della cattiva burocrazie e recuperando sugli enormi sprechi della spesa pubblica corrente. La spesa della amministrazione regionale e delle società controllate è un’idrovora insaziabile che brucia enormi risorse in maniera del tutto improduttiva. Se si continuano a proteggere dirigenti pubblici incapaci ed enti inutili (come le Comunità Montane e gli ATO, ma non solo), sarà difficile destinare risorse a nuovi investimenti ed al sostegno delle famiglie. Come sarà difficile trovare risorse per la ricerca e la formazione, chiave di ogni futura ricchezza, continuando a destinare fiumi di denaro pubblico alla sanità, un mercato corrotto dove le regole dell’economia sono del tutto rovesciate: è l’offerta privata che crea la domanda e non viceversa.

    Troppe famiglie e troppe imprese abruzzesi sono in difficoltà. La recessione americana ed il disastro in cui versano i conti della Regione costringono a scelte coraggiose. Gianni Chiodi e la sua squadra dovrà necessariamente farle. E dopo il disastro lasciato in eredità dal precedente governo regionale non sarà sufficiente lavorare di bisturi e di cesello, ma occorreranno l’ascia ed il martello.

    Piero Carducci

    MpL Comunicazione @ 06:57
    Filed under: News MpL

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